Dalla Sicilia per la Libertà

 Dalla Sicilia per la Libertà

I combattenti siciliani nelle fila delle formazioni partigiane del Novarese e del VCO 
a cura di Mauro Begozzi 

Elenco dei combattenti siciliani nelle fila delle formazioni partigiane del Novarese e del VCO 

Usciva sul n. 4 (luglio-agosto 2007) di “Nuova Resistenza unita” (vedi)   lo speciale dedicato ai combattenti siciliani nelle fila della Resistenza novarese. Da allora ad oggi sono arrivate alcune segnalazioni e correzioni. Non potendo ovviamente modificare il giornale, apriamo il nostro sito ad ogni ulteriore notizia.

Giovanni La Ciacera era uno dei 42 partigiani fucilati a Fondotoce il 20 giugno 1944. Era siciliano, di Modica in Provincia di Ragusa, aveva 26 anni.
In suo onore e in suo ricordo ci siamo chiesti quanti furono i siciliani che parteciparono alla Lotta di Liberazione nelle fila delle nostre formazioni partigiane. Così abbiamo deciso di ricordarli in questo “speciale”. 
Abbiamo tratto i loro nomi dai “Fogli riconoscimento qualifiche partigiane della Commissione Lombardia”, che operò tra il 1945 e il 1947. Sappiamo che molti dati sono imprecisi o errati (per lo stesso La Ciacera i fogli riportano informazioni incomplete o sbagliate), ma ci è sembrato giusto riportare i loro nomi così come furono trascritti allora. Sappiamo bene di andare incontro a molte omissioni e a errori eppure ci è sembrato giusto proporli ugualmente. 
I fogli ci hanno restituito 127 nominativi: tra di essi ben 18 Caduti e tre deportati in Germania. 
L’idea non è solo quella di rendere omaggio ai siciliani combattenti perla Libertà , ma cercare di completare questi dati, correggerli se necessario, proporre un approfondimento sperando che qualche giovane ricercatore voglia cogliere l’occasione. 
Sappiamo, ad esempio, che alla Fondazione Memoria della Deportazione a Milano è depositata una tesi di laurea, opera di Giuseppe Catabiano e Giovanna D’Amico, che ricorda i 2680 partigiani siciliani che combatterono in Piemonte, ovvero quelli riconosciuti dalla Commissione piemontese, sappiamo che una ricercatrice siciliana è oggi impegnata sul tema e sappiamo anche quanto ci tengano gli amici dell’Istituto di Catania, o il nostro Vincenzo Grimaldi o ancora l’amico Nunzio Di Francesco autore dell’importante autobiografia Il costo della Libertà. 
L’elenco qui di seguito proposto non rispetta alcun ordine, né alfabetico, né di altro tipo, ma è il risultato della trascrizione dei nominativi nell’ordine in cui furono inseriti nei fogli, custoditi in copia nell’archivio dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel VCO “P. Fornara”. Da quei fogli, giunti in cattivo stato di conservazione, è stato ricavato un database (ricco di quasi 15.000 nomi) oggi consultabile su richiesta. 
Là dove è stato possibile, proponiamo oltre a cognome e nome, il nome di battaglia, la paternità (e in pochi casi la maternità), luogo e data di nascita, l’ultima residenza nota (sempre relativa agli anni tra il 1945 e il 1947), il riconoscimento (se caduto, partigiano combattente, patriota, benemerito e/o non riconosciuto), l’eventuale luogo e data di morte, la o le formazioni di appartenenza. 
Anche se molto superficialmente, l’analisi dei dati suscita domande e spunti di riflessione di grande interesse, ad esempio sulla provenienza praticamente da tutte le province siciliane, la presenza in quasi tutte le formazioni, l’età molto diversa, la “fantasia” dei nomi di battaglia. Interessante è anche il fatto che percentualmente, rispetto al totale, moltissimi furono riconosciuti come partigiani combattenti, così come altrettanto interessante è notare l’ultima residenza, là dove si può intuire che molti, indicando la residenza siciliana, erano probabilmente militari sorpresi dall’occupazione nazista i quali, impossibilitati a tornare a casa, scelsero di combattere nelle fila partigiane. Viceversa, l’indicazione di una residenza nella zona, fa pensare a un’emigrazione precedente. Questi ultimi dati fanno anche riflettere sul fatto che vi sono solo uomini e nessuna donna. 
Spunti, dicevamo, per ulteriori ricerche e approfondimenti. Non si dimentichi, infatti, che molti ragazzi di allora non si curarono di farsi riconoscere come partigiani e appena finì la guerra, appena fu loro possibile tornarono a casa, in quella meravigliosa terra di Sicilia. 
Abbiamo tutti un gran debito di riconoscenza, ma anche la consapevolezza che la Resistenza non fu, come qualcuno continua a sostenere, un fenomeno marginale che riguardò solo il nord dell’Italia. Fu molto di più, fu moto di popolo, di tutto il popolo italiano.

Documenti allegati:  Siciliani.pdf

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