Quando sormonta il disgusto: Stati Uniti, perversa caccia ai migranti

Nell’enorme  “caccia agli Umani” praticata nel corso di questi ultimi anni in molte realtà internazionali ormai siamo abituati a  tutto. Nell’opinione pubblica nazionale e internazionale, pur persistendo minoranze caratterizzate da civismo e forte senso democratico e solidarietà,  vince la cloroformizzazione di massa e l’individualismo più sfrenato. Biecamente si plaude alle iniziative di tanti Governi scatenati nel perseguimento di un nuovo modello di “difesa della razza”, accompagnate dalle azioni di maggioranze rumorose che, mentre rimangono sazi dagli inganni imposti dalla liberalizzazione e della globalizzazione delle merci a prezzo sempre più basso,  a seguito dello sfruttamento degli altri, materializzano il proprio sfogo di novelli robot teleguidati nel coltivare e nel praticare l’odio nei confronti di altri propri simili, appellati: migranti, profughi, clandestini.

La storia, quella recente, non ritorna mai nella stessa maniera, i fascismi e il razzismo, però, sono sempre pronti a rinascere, sotto travisate spoglie.

Ci sono notizie, però, che data la crudeltà operata, suscitano sgomento, disgusto, orrore. Danno il polso della grande regressione in atto  in molte realtà internazionali, sul piano politico, sociale e morale.

Dunque, si apprende ( è successo ieri mattina) che negli Stati Uniti due messicani, marito e moglie, etichettati “clandestini”, entrati nel paese nel 1989 senza visto, dopo 28 anni sono stati estromessi. Messi su un aereo ed espulsi senza alcuna “pietà”. In questi tre decenni hanno vissuto nello stato del New Jersey. Hanno svolto attività lavorativa, costruendosi un corretto percorso di vita, senza mai subire traversie con la Legge, hanno cresciuto tre figli, 24, 22  e 16 anni, nati negli Stati Uniti. I più grandi hanno conseguito laurea universitaria in un college. Alfine le ”canaglie” sono state scoperte. A parere delle leggi vigenti la loro terrificante colpa non può essere aggiustata. La drammatica vicenda è diventata nei mesi scorsi di pubblica conoscenza, ci sono stati parecchi interventi sociali e politici. I reiterati ricorsi sono stati respinti dalle strutture giudiziarie dell’immigrazione.

La famiglia è stata spietatamente smembrata, il padre e la madre condannati a peccato perenne, quindi espulsi!  I figli, nati negli S.U., hanno la cittadinanza americana, quindi rimangono.

Solo nel corso di quest’anno oltre 200.000 persone, denominati “clandestini”, sono stati espulsi dagli Stati Uniti.

d.s.

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