74° anniversario della fucilazione del partigiano Orazio COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco (CT)

74° anniversario della fucilazione del partigiano ORAZIO COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco ( Catania)

Come già consolidato da diversi anni, sabato 17 febbraio a Misterbianco si è svolta la cerimonia di commemorazione del partigiano misterbianchese Orazio Costarella, medaglia d’oro, fucilato a Poggio di Otricoli ( Terni) il 17 febbraio 1944. Ucciso a soli 19 anni dai nazisti e dalle bande fasciste che strettamente collaboravano con gli invasori stragisti.

A nome dell’amministrazione comunale il sindaco Nino di Guardo, presenti assessori e consiglieri comunali, rappresentanti di varie associazioni e cittadini , ha depositato una corona d’alloro ai piè del monumento dedicato al partigiano posto nella piazza a lui intitolata.

Orazio Costarella, militare del XIV reggimento autieri Treviso all’atto dell’armistizio,  “chiamato alle armi” durante la guerra di aggressione nazifascista, dopo l’armistizio del’8 settembre si aggregò alle formazioni partigiane che già erano operative in Umbria, contro i fascisti della Repubblica Sociale Italiana ( RSI) al servizio dei tedeschi che avevano occupato gran parte dell’Italia.

Fa parte della Brigata Garibaldina Antonio Gramsci, in un’ area territoriale che in quella fase  di lotta partigiana contro i nazifascisti era stata proclamata “ Prima Zona Libera”. Una “ Repubblica partigiana” collocata tra il sud dell’Umbria e il nord del Lazio. Il paese di Otricoli  si trova a nord di Cassino, nell’area che fu fortificata dalle truppe tedesche  per cercare di fermare l’avanzata delle truppe Alleate.

Il 15 febbraio i nazifascisti sviluppano una grande azione di repressione nell’area del borgo di S. Maria. Intendono attaccare e distruggere le brigate partigiane che hanno base operativa ad Otricoli. I gruppi partigiani, dato l’enorme divario, ritirandosi, lasciano una pattuglia composta da Orazio Costarella, Gaetano Di Blasi ( siciliano di Calatafimi) e “ Barabba”, maresciallo dei paracadutisti. Nel conseguente combattimento rimane ferito Gaetano Di Blasi, accolto in un casolare di contadini. Nel corso della sera muore. Per evitare ritorsioni  ai residenti della casa il corpo viene portato nella piazza del paese. Sono scoperti dai nazisti. Costarelli e Di Blasi sono trascinati in piazza, ed uccisi.

Orazio, rifiuta di rispondere alle sprezzanti domande dell‘ufficiale tedesco. Indomito, sputa sul viso dell’inquisitore omicida. Il nazista lo ammazza con due colpi di pistola. La madre di Orazio era rimasta vedova dopo otto giorni della sua nascita.

A Poggio di Otricoli, una lapide è dedicata a Costarelli e a Di Blasi.  Il partigiano medaglia d’oro è sepolto nel cimitero di Terni che accoglie i partigiani della Brigata Gramsci.

Conferimento della medaglia d’oro al valore civile, alla memoria, 2004:

Signor Orazio Costarella – alla memoria – Giovane soldato, dopo l’8 settembre 43 in seguito allo sbandamento dell’esercito, sceglieva di arruolarsi in un battaglione di partigiani. Catturato mentre vegliava la salma di un compagno, veniva fucilato dai tedeschi che infierivano poi brutalmente sul cadavere. Luminoso esempio di elevate virtù civiche, di spirito di solidarietà e di profonda fede nei valori della libertà e della democrazia spinti fino all’estremo sacrificio.”

Mentre in questa fase storica, in Italia e in Europa, le organizzazioni nazifasciste prendono sempre maggiore vigore con continua pratica di violenze, sostenute dall’incessante propaganda razzista e di odio contro gli esseri umani operata dai partiti definiti di centro-destra, il sacrificio del diciannovenne partigiano di Misterbianco Orazio Costarella diventa sempre più fulgido esempio della Lotta di Liberazione per la riconquista della libertà contro gli assertori della “razza eletta”. I nuovi eredi vorrebbero imporre oggi le violenze e le discriminazioni razziali che in maniera ignobile furono messe in opera contro gli umani dalle leggi razziali del regime fascista nel 1938, proseguite poi con gli assassini di massa nei lager.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. 

 

 (Piero Calamandrei Discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitaria, Milano, 26 gennaio 1955

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