Lettera di Memoria e Libertà (25 aprile 2018)

“Senza memoria non c’è futuro,
per la democrazia, la pace e i diritti dei cittadini”

 

Nota a cura di Domenico Stimolo.

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Quanti sono stati i partigiani siciliani nella lotta contro il nazifascismo
direttamente impegnati nei luoghi di combattimenti, a partire dall’armistizio dell’8
settembre 1943? Tanti. Numerose migliaia, certamente, impegnati in tantissime aree
territoriali nazionali ( non solo nel centro-nord) e in tant’altre zone fuori dai confini.
La Resistenza, pur con caratteristiche diverse da quelle che furono successivamente
codificate, iniziò già dall’agosto del 1943, in Sicilia, in diversi paesi dell’area
etnea e del messinese. Tra i tanti civili che si ribellarono alle infame angherie e alle
depredazioni delle truppe tedesche in ritirata, molte decine furono ammazzati.
Al di la dell’aspetto strettamente “storiografico” partigiani sono stati gli uomini e le
donne che in tutte le maniere fecero Resistenza, in armi o con dinamiche di
supporto e assistenziali, al dominio ideologico e militare che i nazifascisti volevano
continuare ad imporre all’Italia dopo gli anni catastrofici della guerra scatenata in
nome della “razza eletta”. Dalla caduta della dittatura ( 25 luglio 1943) e dalla firma
dell’armistizio con gli Alleati ( 8 settembre 1943), contribuendo alla riconquista della
libertà e dei diritti umani e sociali fondamentali, al riscatto dei valori principali del
Bene Comune, storicamente chiamata Patria, infangata dalle ignominie fasciste e dalle
enormi distruzioni umane e materiali procacciate dall’Asse – la stretta alleanza
ideologica e militare tra l’Italia fascista e la Germania nazista, poi con il Giappone -.

All’atto dell’armistizio, stipulato l’8 settembre 1943 a Cassibile ( Siracusa),
considerevoli concentrazioni di strutture militari si trovavano dislocate nel territorio
nazionale, tant’altri notevoli raggruppamenti militari si trovavano posizionati in aree
fuori dai confini: Francia, area Balcanica ( Albania, Jugoslavia, Grecia) e in altre zone,
come determinato dall’ espansione della guerra di aggressione fascista iniziata il 10
giugno del 1940. Il “ mitico impero” creato in Africa: Libia, Etiopia, Somalia, Eritrea,
era stato già abbandonato. La disfatta in Russia, con tutte le tragiche conseguenze per
i soldati italiani mandati allo sbaraglio, era già avvenuta.
Un enorme numero di militari permaneva quindi in Italia e nei vari fronti di guerra
ancora in essere. Rimasero abbandonati, ignominiosamente, senza procedura sulla
condotta da seguire. Seguirono giornate frenetiche. Le truppe tedesche passarono
all’attacco su tutti i fronti dove erano dislocati militari italiani. Oltre 650.000 furono
presi prigionieri, trasportati e rinchiusi in molti campi di concentramento
prevalentemente in Germania, veri e propri Lager. Sono gli IMI, “ Internati Militari
Italiani”. La stragrande maggioranza rifiutò di aderire alla RSI
In tanti, in Italia e fuori dai confini, non si arresero alle truppe tedesche, non deposero
le armi. Si organizzarono per resistere ai nazisti, già a partire nei giorni successivi
all’armistizio. Nel Paese molti furono gli eventi di strenuo contrasto, in parecchie realtà
del Nord e a Roma nella battaglia di Porta San Paolo del 10 settembre.
Fuori dall’Italia tanti i casi di strenua e sanguinosa resistenza. A Cefalonia l’evento
più significativo e drammatico, migliaia di soldati e ufficiali furono uccisi nei
combattimenti e poi fucilati. La stessa opposizione avvenne a Rodi e in molte zone
della Jugoslavia, Albania, Grecia, in forma più ridotta nella Francia meridionale.
Tanti restarono uccisi, molte decine di migliaia di militari si aggregarono alle strutture
partigiane locali o parteciparono direttamente alla lotta contro le truppe tedesche
mantenendo in maniera significativa la struttura originaria, operando in Jugoslavia
ed Albania: Divisione Garibaldi “ Natisone” ( Slovenia –Croazia); Divisione “Italia”
suddivisa in quattro brigate; Divisione Partigiana “Garibaldi” ( operativa in
Montenegro, Erzegovina, Bosnia, Sangiaccato), composta dalle ex Divisioni
dell’esercito “Taurinense” e “Venezia”. Alla bandiera della Divisione Garibaldi, al
reparto carabinieri della Divisione e al gruppo “Aosta” del 1° Reggimento Artiglieria
Alpina, al’83° e 84° Reggimento Fanteria della Divisione “Venezia”, al 19° Reggimento
Artiglieria da Campagna della Divisione “Venezia” ( tutti costituenti la Divisione
Partigiana Garibaldi), venne riconosciuta la medaglia d’oro. Molti altri partigiani si
aggregarono a queste formazioni.
In questa “ Lettera di Memoria e Libertà”, tra gli altri, sono riportati i nominativi ( con
brevi biografie) di tutti i militari siciliani che fecero parte della Divisione Garibaldi.
Altri sono stati già inseriti nella prima parte comprendente complessivamente 520
nominativi.
Molti componenti dei reparti militari italiani che dopo l’armistizio si ritirarono dal sud
della Francia, si aggregarono alle formazioni partigiane che si costituirono in
Piemonte.
Inoltre, dopo la dichiarazione di guerra del Regno d’Italia alla Germania del 13 ottobre
1943 venne riorganizzato il nuovo esercito italiano. Consistenti gruppi di
combattimento furono schierati in supporto agli Alleati contro le armate tedesche.
In Italia, molti militari siciliani si inserirono nelle formazioni della Resistenza, già nel
corso del mese di settembre del 1943. A questo riguardo è bene evidenziare il
significativo contributo dato a Roma e nel Lazio in genere fino alla Liberazione
avvenuta il 4 giugno 1944.
Altri, non pochi, da civili, emigrati nelle aree del centro-nord nel corso degli anni
precedenti, scelsero di essere partigiani.
Donne siciliane parteciparono attivamente alla Lotta di liberazione nelle aree
territoriali del centro-nord. Giovani, impavide, con grande voglia di riscatto civile e
democratico. Alcune furono uccise dai nazifascisti, dopo avere subito orrende torture e
sevizie. In questa “Lettera” vengono riportati 23 nominativi, che si aggiungono alle
due partigiane donne già richiamate nella nota del 25 aprile 2016. L’elenco è ancora
parziale.

Potete scaricare in PDF,  l’intero testo di Lettera di Memoria e Libertà di Domenico Stimolo. Dove potete trovare l’elenco aggiornato dei nominativi delle partigiane e dei partigiani siciliani.

LETTERA Memoria e Libertà 25 aprile 2018

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