Riesi. Giuseppe Golisano, la storia di un eroe- partigiano

36cc56ffa3f22f2a8138d284734d4907dcf7e1f4

Piazza Martiri dell’Olivetta

Nei giorni scorsi a Riesi grazie all’ANPI di Riesi gestita dal referente Giuseppe Calascibetta, è stata ricostruita la storia di un eroe riesino della Seconda Guerra Mondiale che fino adesso nessuno conosceva: la storia di Giuseppe Golisano, che secondo l’Atlante delle Stragi Nazi-Fasciste pubblicato dall’ANPI nazionale, risulta essere un partigiano vittima dei tedeschi nella famosa Strage dell’Olivetta. A tal proposito Giuseppe
Calascibetta sostiene: “La notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1944, furono fucilati ventidue prigionieri politici, prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi, i cui corpi vennero dispersi in mare. Nella città ligure, a ricordo dell’eccidio, venne innalzato un monumento tra gli scogli della spiaggia di Portofino. A Genova il suo nome compare nel monumento delle vittime della seconda guerra mondiale e nel cimitero comunale di
Genova. La storia di Giuseppe Golisano si può accostare a quella di Gaetano Butera, morto nelle Fosse Ardeatine a Roma, e, come lui, vittima dei nazisti. Attualmente grazie alla collaborazione del Comune di Riesi e del Comitato Provinciale ANPI Caltanissetta e Genova, siamo riusciti ad ottenere un sufficiente documentazione per ricostruire la biografia di questo eroe. Contemporaneamente inoltreremo una richiesta al Comune di Riesi di realizzare una targa in memoria di Golisano Giuseppe, da collocare nel
corridoio del Centro polivalente Gaetano Butera, come proposto dal nostro socio Rosario Riggio. In questa maniera possiamo dare il giusto riconoscimento a questo ragazzo di 19 anni che dopo 70 anni non ha ottenuto giustizia, nonostante sia stato individuato il colpevole di questa strage. Attualmente l’ANPI di Riesi è alla ricerca di qualche famigliare o parente; se qualcuno ha qualche notizia può scrivere alla pagina
facebook dell’ANPI Riesi. Inoltre in questo periodo stiamo facendo le richieste per l’ottenimento della medaglia d’onore del Presidente della Repubblica per tutti i famigliari che hanno avuto dei parenti che sono stati deportati nei campi di prigionia tedeschi durante la seconda guerra mondiale”.

Fonte: La Sicilia, Caltanissetta, 5 settembre 2019