Categoria: Attualità

Giusto per rinfrescare la memoria sull’ “origine” del diritto di VOTO in Italia

Questa breve nota è rivolta in particolare ai cittadini che NON
intendono praticare questo diritto fondamentale di compito partecipativo
della democrazia e della libertà, duramente conquistato con la Lotta di
Liberazione che, con il fattivo impegno di tanti italiani, uomini e
donne, determinò la sconfitta del fascismo che per vent’anni aveva
imposto la dittatura in Italia.

Per riflettere si ascolti il messaggio del partigiano di Palagonia (
Catania) Nicolò Di Salvo del 25 Aprile scorso, che giustappunto pochi
giorni addietro ha raggiunto il traguardo dei 94 anni. Può aiutare.

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Quando sormonta il disgusto: Stati Uniti, perversa caccia ai migranti

Nell’enorme  “caccia agli Umani” praticata nel corso di questi ultimi anni in molte realtà internazionali ormai siamo abituati a  tutto. Nell’opinione pubblica nazionale e internazionale, pur persistendo minoranze caratterizzate da civismo e forte senso democratico e solidarietà,  vince la cloroformizzazione di massa e l’individualismo più sfrenato. Biecamente si plaude alle iniziative di tanti Governi scatenati nel perseguimento di un nuovo modello di “difesa della razza”, accompagnate dalle azioni di maggioranze rumorose che, mentre rimangono sazi dagli inganni imposti dalla liberalizzazione e della globalizzazione delle merci a prezzo sempre più basso,  a seguito dello sfruttamento degli altri, materializzano il proprio sfogo di novelli robot teleguidati nel coltivare e nel praticare l’odio nei confronti di altri propri simili, appellati: migranti, profughi, clandestini. Continua a leggere

E’ normale dar voce ai fascisti di Casa Pound?

Il dibattito sull’etica del discorso pubblico scade spesso in un’incontestabile eguaglianza delle opinioni, molto comoda per chi non vuole schierarsi.

Noi ci schieriamo, come fatto in passato e come faremo in futuro.

Ecco il nostro contributo al dibattito

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*

Stavo titolando «Ciao, ciao La7»… ora aggiungo anche Rai 3: portano in
“prima pagina” televisiva Casa Pound.

SDEGNO. Grave, gravissimo, inaudito. Calpestare così i valori
democratici che reggono la nostra Repubblica, la coscienza civile e
antifascista dei cittadini italiani.

E’ avvenuto giovedì scorso in una trasmissione serale di La 7, si è
ripetuto oggi pomeriggio nella trasmissione gestita dalla giornalista
Lucia Annunziata, portare alla ribalda un rappresentante di primo piano
di questa organizzazione. Come se Casa Pound fosse integerrimo paladino
dei valori costituzionali.

Questo avviene mentre l’ANPI e le organizzazioni democratiche richiedono
ripetutamente il rispetto delle norme costituzionali e delle leggi
vigenti riguardo le manifestazioni di stampo fascista e razzista, e
molte organizzazioni politiche e di rappresentazione della società, non
presenti in parlamento, sono costantemente discriminate.

Eppure cresce l’indignazione spontanea dei cittadini: Genova.*

domenico stimolo

*(e non solo lì, per fortuna nota di redazione sito ANPI Sicilia)

 

Porre la fiducia sulla legge elettorale è un fatto di particolare gravità

Il comunicato della Segreteria Nazionale ANPI

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Casa Pound venga estromessa dalle elezioni regionali

L’ANPI Coordinamento regionale Sicilia esprime viva indignazione e forte preoccupazione civile e democratica nell’apprendere che riguardo alle elezioni regionali del 5 novembre l’organizzazione estremista di destra “ Casa Pound” ha presentato liste elettorali nelle provincie di Palermo, Catania, Agrigento e una candidato alla Presidenza della Regione.

E’ questa un’ ”associazione” politica che, nel manifestare ripetuti ed evidenti richiami ai “ valori” ideologici basati sulla “razza eletta” e alla simbologie tristemente in auge durante la dittatura fascista, esplicita dichiarazioni e pratica azioni violente di stampo razzista, discriminatorie e vessatrici nei confronti delle persone, uomini e donne, che vengono considerati “diverse”, in particolare, con carattere di bieco disprezzo e odio, nei confronti di rifugiati, migranti, e sui complessivi diritti di civiltà, con palese carattere sessista e omofobico.

Vengono, quindi, infranti e vilipesi i principi basilari della Costituzione italiana – Legge fondamentale dello Stato – che sanciscono i valori di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e pari dignità sociale per tutti.

La Sicilia, terra storica di attraversamento di popoli, di accoglienta e solidarietà, di lotte contro le diseguaglianze, le sopraffazioni e le illegalità, saprà bene isolare i propagatori di odio e di dileggio dei Diritti civili e umani.

Invitiamo, quindi, la Commissione elettorale regionale a rivedere con urgenza le motivazioni che hanno determinato l’accettazione di siffatta lista, verificando, come l’Anpi ritiene, la non conformità di questa organizzazione politica con i postulati culturali e normativi che codificano la nostra Repubblica.

 

Palermo, 7 ottobre 2017

Nuovi Diritti di Cittadinanza: “giocano” sulla pelle dei bambini

Ultradestre, destre, centristi, semicentristi, esperti di equilibrismo, penta stellati, rimasugli di tutte le risme, voltagabbana, retori egocentrici, “ tengo famiglia”, professionisti dell’egoismo, quaquaraquà a tempo pieno, “professionisti” improvvisati della politica, falsificatori di notizie, esperti nello stare a galla, etc., congiurano contro i bambini, creature innocenti.

Sono pronti a tutto pur di negare il riconoscimento del diritto di cittadinanza ai bambini e ragazzi figli di profughi e migranti,  nati, cresciuti e acculturati in Italia, che attualmente vivono nel limbo dell’assoluta negazione della cittadinanza. Rigettano gli obiettivi, peraltro non “estremisti”, largamente mediata, della proposta di legge già approvata nella Camera dei Deputati il 10 ottobre 2015.

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La mafia e lo Stato

Lo-Stato-e-la-mafia1

 

Poche settimane fa il Procuratore Nazionale Antimafia nella sua relazione annuale sulla criminalità organizzata e sul terrorismo  ha puntualizzato alcuni aspetti che in pochi hanno letto e in pochissimi hanno visto in tv e nei telegiornali.

A tal proposito, come presidente dell’Osservatorio Regionale Antimafia del Molise, vorrei tornare sull’argomento. Franco Roberti ha detto, senza mezzi termini, che la mafia ormai si è infiltrata in tutti i gangli vitali dello Stato italiano.

Tutte le amministrazioni pubbliche, da nord a sud, non sono immuni dal rischio d’infiltrazione. La ’ndrangheta ormai è presente in tutta la penisola e la gran parte dei Comuni è alla mercé delle mafie. Tutto ciò che è pubblico, dagli appalti, ai bandi, alle sovvenzioni, alle concessioni è in maniera diretta o indiretta condizionato dalla criminalità organizzata. Le mafie ormai hanno legami stretti con le massonerie, con i servizi segreti, con la politica nazionale e locale.

In conferenza stampa con i giornalisti, il procuratore Roberti ha affermato che non c’è più nessun territorio in Italia che non sia infiltrato dalle mafie. Ha parlato anche di territori ad alto rischio quali la Puglia e le regioni a essa limitrofe (quali ad esempio il Molise).

Se così fosse, e non ho ragione di mettere in dubbio le parole del Procuratore Nazionale Antimafia, questo significa solo una cosa: la resa incondizionata dello Stato.

Come mai c’è questa sconfitta?

In primis perché non sono mai stati adottati gli strumenti necessari per far fronte a questa emergenza e ritengo che non si vogliano neanche adottare. Mancano le persone, gli apparati, le leggi, sembra quasi che tutti si siano rassegnati a convivere con la malattia e pur sapendo che potremmo sconfiggerla ci lasciamo morire abbandonandoci alla stessa. A questo punto non riesco più a comprendere se questo stato di cose stia bene anche a tanti italiani.

Di una cosa però sono certo: a me non sta per niente bene! Di questa situazione a dir poco catastrofica, la cosa che più mi meraviglia e che se n’è parlato poco o nulla. I giornalisti che parlano di questi temi ormai si contano sulle dita delle mani e far pubblicare notizie di questa tipologia nei giornali italiani diventa un’impresa titanica.

La forza delle mafie nel frattempo aumenta soprattutto dove lo Stato non è presente. Più aumenta il disagio sociale, più le mafie acquistano consenso. Mafiosi, criminali, politici, imprenditori e amministratori pubblici in molti casi trovano accordi convenienti per tutti pur di non pestarsi i piedi. F

ar emergere queste collusioni è compito dei cittadini ma soprattutto dei giornalisti liberi che dovrebbero essere uno degli antidoti più potenti per il veleno mafioso.

A proposito di lotta alle mafie, non dimentichiamoci il monito di Paolo Borsellino: «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».

Allo stesso tempo non bisogna mai dimenticare neanche il fatto che in 58 giorni la mafia ha eliminato i suoi più irriducibili nemici, senza che nessuno si sia opposto, senza che nessuno abbia tentato di evitarlo. È da qui che lo Stato deve ripartire se vuole recuperare la sua credibilità ormai inesorabilmente persa.

Vincenzo Musacchio,  Presidente Osservatorio Regionale Antimafia del Molise

22.8.2017 – Manifesto

 

 

Preoccupanti segnali di una oscura strategia della tensione

Una serie di segnali che sembrano puntare a creare uno stato di paura, preoccupazione, insicurezza e soprattutto una fragilità dello Stato fondato sulla Costituzione repubblicana sui valori dell’antifascismo e della democrazia consacrati dalla Resistenza.
Nella mattinata del 10 luglio, barbaro e macabro atto, è stata danneggiata e decapitata la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Falcone a Palermo.
Nella serata dello stesso giorno ignoti hanno bruciato un cartellone con un’immagine di Giovanni Falcone posizionata davanti i cancelli della scuola Alcide De Gasperi, scuola che si è distinta per importanti iniziative di educazione alla legalità..
Una minaccia a carattere mafioso è stata inoltrata al giornalista di Repubblica Salvo Palazzotto a cui va la nostra solidarietà.
Una squadra di Casa Pound ha invaso il consiglio comunale di Milano a Palazzo Marino quasi indisturbata.
Ancora registriamo un dibattito allucinante sulla messa in scena della lugubre indecente memoria fascista, a quanto pare sopportata nel silenzio da qualche anno, sulla spiaggia di Chioggia.
Sono tutti atti che confermano il richiamo che fa il nostro Presidente Nazionale Carlo Smuraglia della necessità di un impegno antifascista oggi, un impegno di tutti, a partire dallo Stato che ha l’obbligo di applicare le leggi in merito già esistenti.
Per quanto riguarda la Sicilia e in particolare Palermo, a parte lo sdegno e la riprovazione, riteniamo si tratti ancora della riproposizione del rituale stereotipo del Sud, della Sicilia mafiosa e arretrata, nell’ illusorio tentativo di bloccare gli importanti segnali di cambiamento primo fra tutti il 70 % dei giovani che il 4 dicembre per il referendum hanno votato NO per difendere la Costituzione.
Da qui l’impegno delle ANPI siciliane di andare avanti nel processo di recupero della memoria dell’antifascismo e della partecipazione del mezzogiorno alla lotta di Liberazione .
Ottavio Terranova Presidente ANPI Palermo Coordinatore ANPI Siciliane
Angelo Ficarra Vicepresidente Vicario ANPI Palermo Comandante Barbato
Palermo 12 luglio 2017

Incredibile a S. Gregorio di Catania

S. Gregorio di Catania è un comune con circa 12.000 abitanti, a pochi kilometri da Catania.

A pochi giorni della celebrazione del Giorno della Memoria si apprende che l’amministrazione comunale – centrodestra ( Liste Civiche), sindaco Carmelo Antonio Corsaro – intende intitolare uno slargo cittadino a Giorgio Almirante.

Esponente storico della destra neofascista italiana, segretario della rivista “ la difesa della razza” durante la dittatura fascista – strumento fondamentale di idolatria della “razza eletta” -, con ruolo di primo piano nella Repubblica Sociale Italiana, capo di gabinetto del Ministro Mezzasoma.

La famigerata RSI di Mussolini alleata fedele dei nazisti invasori dell’Italia. Le milizie fasciste collaborarono attivamente in Italia con le truppe naziste nella cattura dei 40.000 deportati italiani.

La stragrande maggioranza fu sterminata nei Lager. Solo in 4000 fecero ritorno.

In siffatta maniera viene deturpata la memoria degli oltre ottocento cittadini siciliani che, oppositori politici dei nazifascisti, furono deportati. In molti assassinati, gasati, nei luoghi dell’orrore.

Lo slargo deve essere intitolato ad un martire catanese della libertà, ucciso nei lager.

( domenico stimolo.)