Categoria: Memoria

RIESI -GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO PER LA MOSTRA RìESISTENTI E LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO RESISTENTI

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Da sinistra: Filippo Marino, Ignazio Giudice, Salvatore Chiantia, Giuseppe Calascibetta, Rosario Riggio e Attilio Gerbino

Grande partecipazione di pubblico, nella sede della CGIL di Riesi, per la presentazione del libro di Giuseppe Calascibetta Resistenti, storie di partigiani, deportati e antifascisti di Riesi e della mostra curata da Attilio Gerbino RiESISTENTI. Il dibattito è stato moderato da Rosario Riggio e sono intervenuti il sindaco di Riesi, Salvatore Chiantia, il segretario della CGIL di Riesi, Filippo Marino e il segretario della CGIL di Caltanissetta, Ignazio Iudice.

Filippo Marino porta i saluti della CGIL di Riesi e ribadisce la necessità di consolidare i rapporti di collaborazione tra la CGIL e l’ANPI sui temi dell’antifascismo, della democrazia e della difesa della Costituzione; occorre fare fronte comune e porre un argine ai fenomeni discriminatori, razzisti, antisociali per combattere il populismo demagogico e, in questo, anche il contributo dell’arte è utile per tramandare la memoria storica dell’antifascismo.

Rosario Riggio, nell’introdurre il dibattito, ricorda il convegno Meridionali e Resistenza che ha organizzato il 6 agosto del 2013, sempre nella sede della CGIL di Riesi, dove è stato presentato il primo elenco di nominativi di partigiani riesini. Da quel convegno parte l’idea di aprire una sezione ANPI a Riesi di cui diventa referente Giuseppe Calascibetta che porta avanti il lavoro di ricerca sui partigiani, gli antifascisti e i deportati riesini e che trova un primo approdo nella presentazione del libro Resistenti.

Salvatore Chiantia, sindaco di Riesi, ribadisce la disponibilità dell’amministrazione ad aderire alle iniziative promosse dall’ANPI locale, patrocinando il libro in questione e l’iniziativa in corso. Per il sindaco – ricordando il giovane Gaetano Butera, Medaglia d’oro al valor militare, trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine e a cui l’amministrazione comunale ha intitolato il Centro polivalente comunale – la storia di questi nostri concittadini deve essere da esempio.

Ignazio Giudice, evidenzia come questa iniziativa promossa dall’ANPI e dalla CGIL consolida il sodalizio sui temi dell’antifascismo, della democrazia e della difesa della Costituzione sempre più attuali, visto il momento caratterizzato da fenomeni di razzismo e crisi dei valori democratici. Lo stesso ricorda la battaglia per il referendum costituzionale proposto da Renzi e la collaborazione tra la CGIL e l’ANPI a difesa della Costituzione e l’importanza delle iniziative svolte che stanno portando a crescere le sezioni ANPI in provincia di Caltanissetta.

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Mostra d’arte RiESISTENTI a cura di Attilio Gerbino

Attilio Gerbino curatore della riedizione della mostra RiESISTENTI, citando i nomi degli artisti partecipanti (Tina Aldisi, Filippo Bordonaro, Attilio Gerbino, Lisa Giuliana, Tonino Perno, Domenico Pistone, Rosario Riggio, Vincenzo Scimone e Giuseppe Vella), racconta come dalla prima edizione della mostra, avvenuta nell’agosto del 2016 presso la Casa comunale in piazza Garibaldi, si arriva alla decisione di prestare le opere in comodato d’uso alla CGIL locale con lo scopo di far maturare nei cittadini, attraverso l’arte, la consapevolezza di parte della propria storia legata alle donne, gli uomini, i luoghi e i fatti legati all’antifascismo e alla Resistenza. Tra le opere in esposizione si citano: il dipinto di Lisa Giuliana dedicato alle donne antifasciste riesine protagoniste coraggiose di riunioni politiche clandestine; l’opera di Attilio Gerbino che, scelta come immagine di copertina del libro, raffigura simbolicamente il palazzo dove avvenivano gli interrogatori e le torture ad opera della polizia fascista; infine il quadro, intitolato Abbraccio (a simboleggiare l’abbraccio tra il periodo artistico siciliano e quello piemontese) che Rosario Riggio dedica all’artista riesino Filippo Scroppo, antifascista e membro del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, attraverso la citazione di sue opere realizzate tra gli anni Venti e gli anni Ottanta del Novecento.

Giuseppe Calascibetta, l’autore, presentando il suo volume dà notizia dell’individuazione di un nuovo partigiano riesino, Giuseppe Golisano, tra le vittime della Strage dell’Olivetta a Portofino dove, nella notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1944, furono fucilati ventidue prigionieri politici, prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi, i cui corpi vennero dispersi in mare. Nella città ligure, a ricordo dell’eccidio, venne innalzato un monumento. La storia di Giuseppe Golisano si può accostare a quella di Gaetano Butera, morto nelle Fosse Ardeatine a Roma, e, come lui, vittima dei nazisti. Calascibetta conclude il suo intervento con un appello ad eventuali famigliari, ancora in vita, a presentarsi all’ANPI di Riesi per completare la ricostruzione storica e ricevere le dovute benemerenze in memoria del martire della Resistenza.

Pino Testa, ricorda il lavoro svolto dalla Maestra Cesarina Conti con la classe 5 C del Plesso Lago anno scolastico anno 1987/1988 su Gaetano Butera, mettendo in evidenza l’importanza e il ruolo della scuola sulle tematiche dell’antifascismo.

Rosario Riggio, nel passare la parola al Sindaco per le conclusioni, chiede all’amministrazione di realizzare una stele in marmo, con i nomi delle medaglie d’oro, da collocare nel giardinetto davanti al Comune; una targa in memoria di Golisano Giuseppe, da collocare nel corridoio del Centro polivalente Gaetano Butera e di proseguire con le benemerenze da conferire ai famigliari degli antifascisti, dei partigiani e delle vittime del nazifascismo.

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Il pubblico presente alla manifestazione

Il sindaco conclude mettendo in evidenza come il libro sia un tassello inedito della storia del nostro territorio e si impegna a diffondere e trasmettere questa eredità alle future generazioni che con la consapevolezza del proprio passato posano evitare in riaffacciarsi dell’epoca buia dell’autoritarismo. In seguito alle richieste di Attilio Gerbino e Rosario Riggio proporrà alla commissione toponomastica l’intitolazione di una struttura pubblica all’artista Flippo Scroppo.

L’ANPI di Riesi ringrazia i presenti che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, il sindaco Salvatore Chiantia; la vicesindaco Rosy Pilato, il vicepresidente del Consiglio comunale Salvatore Lombardo, il consigliere Gino Scibetta, Marco Ministeri, le ragazze e i ragazzi del liceo di Riesi, i parenti degli antifascisti, partigiani e deportati di Riesi, il presidente dell’Auser Pino Testa, il presidente dell’Interact Giuseppe Volpe, i ragazzi dell’Associazione I Girasoli e Filippo Marino, segretario della CGIL di Riesi che ha ospitato la manifestazione.

Copertina libro Resistenti

Copertina libro Resistenti, storie di antifascisti, partigiani e deportati di Riesi a cura di Giuseppe Calascibetta.

Ferdinando Di Legami, un antifascista riesino

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La Sicilia, durante la seconda guerra mondiale, è stata la regione che ha contribuito alla storia della Resistenza partigiana, attraverso la partecipazione di molti meridionali in numerose brigate armate-antifasciste   stanziate nelle regioni del Nord Italia

Contemporaneamente molti cittadini, nei comuni siciliani,  attuavano una lotto politica contro i podestà, attraverso azioni antifasciste: azioni di sabotaggio di strutture pubbliche, comizi o riunioni illegali contro il fascismo, denigrazione del pensiero fascista…

Tutte azioni che venivano intraprese in maniera consapevole dai molti lavoratori che avevano aderito  alle cellule clandestine nissene gestite dal futuro comandate:  Pompeo Colajanni.  A Riesi, la cellula era presieduta dal ex-segretario della Camera del Lavoro, Ferdinando Di Legami: successore politico di Giuseppe Butera che ha dato il via alla Repubblica di Riesi.

Questa nostra tesi viene testimoniata dello storico LUIGI BUTERA, che nel suo libro “Uomini, fatti e aneddoti della storia di Riesi” riporta gli ultimi anni di vita di Giuseppe Butera, rinchiuso in carcere a Palermo e perseguitato dalla malattia che incombeva su di lui. Per questo ottenne la grazie e viene rilasciato per tornare a Riesi. Il disciolto PCI riuscì a racimolare 50 Lire per coprire le spese del viaggio di ritorno e viene scelto per questo incarico, il giovane Ferdinando Di Legami

“ Recatosi in quel luogo nel luglio 1924, dopo avere apposto la sua firma a garanzia, ottenne, dalla direzione di quel carcere il rilascio dell’ammalato. Affinché potessero viaggiare  più comodamente fino alla stazione di Caltanissetta, il Di Legami aggiunse  ancora del denaro suo per occupare due posti di prima classe in un vagone.  Il loro arrivo alla stazione era stato già segnalato alla Questura di Caltanissetta che per misura precauzionale mandò alcuni suoi agenti a  gironzolare vicino all’uscita dei passeggeri. I disagi del viaggio estenuarono le forze dell’ammalato. Il Di Legami, per farlo rimettere, pensò, prima di proseguire per Riesi, di sostare due giorni nel vicino “Albergo Ferrovia”. Per evitare qualche rappresaglia che potesse avere  luogo al loro arrivo da parte dei fascisti riesini, pensò di partire in un’ora tale da poter arrivare di notte. Poiché in quei tempi non esisteva  alcun servizio pubblico per passeggeri si servi di una carrozza da nolo che dovette ben pagare.

Durante la malattia il Butera mantenne la sua calma; sperò di potere riacquistare le forze, ma, per l’aggravarsi del male, rassegnato al suo destino, la mattina del 18 dicembre 1924 verso le ore 9 esalò   l’ultimo respiro. Pochi furono i suoi fedeli compagni che vollero accompagnarlo all’ultima dimora, non mancarono però, dietro quel feretro,  parecchi agenti di P. S. che nonostante piovigginasse, seguirono la bara  fino al cimitero. Tumulata la salma in un loculo, l’imbocco fu chiuso con  una lastra di marmo con questa epigrafe “A Giuseppe Butera, martire  politico”. Ma queste ultime parole non suonavano bene alle orecchie di uno dei podestà che ordinò di farle scomparire a colpi di scalpello lasciando il solo nome e cognome”.

Ferdinando Di Legami divenne il segretario politico del PCI di Riesi clandestino, e la sua abitazione insieme alla sua sartoria divenne il raduno di molti antifascisti che di notte si incontravano per leggere il giornale e creare delle strategie offensive verso il Partito fascista riesino. La biografia completa di questo personaggio storico dell’antifascismo riesino è stata approfondita nel libro Resistenti, storie antifascisti, partigiani e deportati di Riesi  con la testimonianza e con documenti inediti forniti dal nipote di Ferdinando Di Legami, Salvatore Porrovecchio, attuale segretario del PD di Riesi, che ha dato la massima disponibilità per ricostruire la biografia inedita di questo personaggio inedito della storia riesina.

In memoria di Salvatore ( Turiddu) Carnevale

 

Bracciante e sindacalista, ucciso a Sciara ( Palermo), trentunenne, dalla mafia. Ricorre il 64° anniversario

…….Per Turiddu Carnivali
piange la madre
e piangono tutti i poveri della Sicilia
perché Turiddu Carnivali
morì ammazzato
per difendere il pane dei poveri………….

Così “recita” un brano della sublime presentazione del cantastorie siciliano Ciccio Busacca della poesia composta dal cantore siciliano Ignazio Buttitta in memoria del bracciante e sindacalista Salvatore Carnevale ucciso dalla mafia a Sciara il 16 maggio 1955. Ignazio Buttitta aedo del riscatto dei miseri e delle lotte di liberazione dalla fame e dallo sfruttamento dei contadini siciliani, iniziate nella seconda parte degli anni quaranta del novecento. La resistenza degli “ultimi” contro il latifondismo della “nobiltà” che si arricchiva con il sudore degli sfruttati e della mafia braccio armato.

Un verso universale, che non conosce frontiere, latitudini e colori della pelle. Valido sempre, ieri come oggi. “ Canta” e scandisce le lotte e il sacrificio dei ribelli, i morti di fame, contro lo strapotere dei potenti.

prima versione ( nel canto) –

E’ arrivato Cicciu Busacca

per farvi sentire la storia

di Turiddu Carnevali

lu socialista che morì a Sciara

ammazzato dalla mafia

Ppi Turiddu Carnevali

chianci so’ matri

e chiancinu tutti li puvureddi nella Sicilia

perché Turiddu Carnivali

murì ammazzatu

ppe difendere lu pane de li puvureddi

Ed ora

sèntiri

perché c’è di sentiri

nella storia

di Turiddu Carnevali

La storia vi dici:

seconda versione ( prologo della poesia “ Lamentu pi Turiddu Carnevali” di Ignazio Buttitta nel libro “ Il poeta in piazza” ( ed. Feltrinelli 1974) –

E’ arrivato il cantastorie Ciccio Busacca

per farvi sentire il lamento

per la morte di Turiddu Carnevali,

il picciotto socialista, ammazzato dalla mafia.

Ammazzato perché lottava per dare pane e lavoro,

ai braccianti del suo paese,

che mon hanno un palmo di terra

e vivono nella miseria.

A Sciara si piange:

la madre aha perduto l’unico figlio,

i braccianti la bandiera di combattimento.

Sentite, c’è da sentire in questo lamento:

c’è il cuore spaccato dei poveri.

Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali – Ciccio Busacca

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Una versione di grande impegno sociale della cantautrice siciliana:

Matilde Politi-Lamento per la morte di Turiddu Carnivali

Lettera di Memoria e Libertà

ANPI Mussomeli: “Discorsi in ControCanto”, una lezione contro la xenofobia

“La paura dello straniero è la paura del diverso dentro di noi e altro da noi”

 

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Comunicato Stampa. «Partecipatissima e riuscitissima, – commentano entusiasti gli organizzatori –  è stata l’iniziativa culturale “Discorsi in ControCanto”. La nostra versione sull’accoglienza” promossa dall’Anpi “Bella Ciao” di Mussomeli». L’evento, lo scorso lunedì sera, si è tenuto nell  Chiostro Monti della biblioteca comunale. Presente il sindaco Giuseppe Catania che ha portato i saluti dell’amministrazione e che ha patrocinato la proposta sul tema dei migranti e della loro accoglienza e della loro integrazione. Ideatori dell’iniziativa i giovani dell’Anpi – Giuseppe Alessi, Mauro Di Bartolo e Marta Gaeta – che<strong>, come spiegano i promotori in tale occasione hanno coinvolto molti giovani del nostro paese e del Vallone, volendo e desiderando focalizzare e sensibilizzare la tematica migranti contro le derive negative di una informazione manipolata e inesatta, strumentalmente orchestrata da posizioni politiche di parte che l’Anpi respinge, avendo promosso sul territorio nazionale una campagna di sensibilizzazione e di oggettiva informazione. Qualcuno, saggiamente e realisticamente, ha scritto: “La paura dello straniero è la paura del diverso dentro di noi e altro da noi”. Tutti i relatori presenti, sulla base di dati precisi e di considerazioni di carattere internazionale, hanno evidenziato il carattere strumentale di taluni posizioni politiche non argomentate e volutamente demagogiche, interessate unicamente a istigare l’irrazionalità e le paure dei cittadini, in violazione delle leggi nazionali, europee e internazionali . Circa nove mesi fa è nata a Mussomeli l’Anpi “Bella Ciao” per opera di un gruppo eterogeneo di giovani e meno giovani, con storie ed estrazioni politiche diverse. Sono già state fatte alcune iniziative e altre saranno fatte per preservare la memoria, e raccoglierne l’eredità, di tutti quei concittadini mussomelesi che hanno partecipato e contribuito alla lotta contro il nazi-fascismo per fare nascere la democrazia in Italia, liberandola dalla violenza oscurantista. Nell’evento di lunedì  era presente il  presidente provinciale Giuseppe Cammarata che ha consegnato all’Anpi locale i nomi e i fogli matricolari di altri mussomelesi morti per la libertà e sui quali si faranno le opportune ricerche storiche per valorizzare le testimonianze e l’impegno profuso dai nostri concittadini per la nostra democrazia

Gino Cortese e la liberazione di Parma

Gino Cortese e la Liberazione di Parma

Gino Cortese e la Liberazione di Parma

Gino Cortese, nisseno, classe 1920. Iscritto al PCI dal giugno 1940 dopo aver svolto attività
antifascista clandestina nella cellula di “ Luziu” Boccadutri e frequentato Pompeo Colajanni (il futuro Comandante “Barbato”, che libererà Torino) viene chiamato alle armi ed assegnato aParma alla fine del 1942.
Nel gennaio 1943 prende contatto con Dante Gorreri, responsabile del PCI a Parma ed inizial’attività politica in tre direzioni:
1. collegamento con gli studenti universitari antifascisti per pubblicare il giornale clandestino
“Il Piccone” soppresso dal fascismo, la cui stampa e ciclostile veniva fatta da Gino insieme ai
compagni soldati, nella caserma della cittadella.
2. organizzazione dei giovani comunisti tra cui la medaglia d’oro Giordano Cavestro, ucciso dai nazifascisti.
3.partecipazione ai dibattiti del GUF in cui criticava apertamente la dottrina corporativa fascista.
Svolge decine di riunioni con soldati e studenti, distribuisce volantini e nasconde armi in attesa della lotta armata. La mattina del 9 settembre del 1943 riesce, in modo rocambolesco( si cala con una fune dalle mura della cittadella e fugge dopo aver compiuto un volo da 6 metri d’altezza) a fuggire dalla caserma.
Partecipa alla riunione in cui si deciderà della lotta armata al nazifascismo a Villa Braga la sera del 9 settembre 1943. Incaricato di organizzare i gruppi armati in Val d’Enza, parteciperà al primo scontro vittorioso contro la squadre fasciste la vigilia di Natale del 1943 ad Osacca di BARDI; catturato dai fascisti a
Traversetolo ed imprigionato, riesce ad evadere dopo il bombardamento alleato del carcere di Parma,alla vigilia della sua esecuzione.
Ritornato in Appennino, riprende il lavoro organizzativo e politico e viene nominato dai
distaccamenti “Commissario politico” della 47a brigata Garibaldi.
Il piccolo Commissario siciliano, dai vivacissimi occhi neri, appena 24enne, anela ad un Italia libera dal nazifascismo, democratica,ma nella quale non vi siano più diseguaglianze sociali.
I rapporti con gli ufficiali inglesi, diffidenti nei confronti dei partigiani garibaldini, coraggiosi, ma indisciplinati, saranno non facili.
Essi riceveranno pertanto pochi lanci di armi ed indumenti per un calcolo meramente politico, a dispetto dell’eroismo mostrato di fronte ad un memico ben armato, addestrato e numeroso.
La 47a composta da: studenti, operai, qualche ex militare resiste a tre grandi rastrellamenti nazifascisti che vedono colonne di migliaia di uomini salire su per l’Appennini e seminare lutti, orrori e devastazione.
ILIO ha il suo da fare per: riorganizzare e rincuorare gli uomini, cercare cibo, mantenere i rapporti con la popolazione come scrisse Ubaldo Bertoli( anche lui nella Brigata):
Nella trama psicologica che sorreggeva la vita della brigata, ILIO, ossservato con quella
obiettività che qualche volta scalza opportunamente la diffidenza, poteva essere
considerato un infaticabile rigeneratore di idee, di astuzia e di orgoglio. Intelligente,
vivace, la liscia fronte intellettuale, sotto una massa di capelli corvini, gli occhi tondi
dall’acutezza sinuosa e la parola che rappresentava sempre una sintesi precisa, egli
muoveva i fili di quel complicato organismo che era la 47 a , obbedendo con eguale
misura alla sua responsabilità di commissario e alla sua fede di comunista. Molti lo
temevano per le sue maniere sbrigative nel decidere certi casi ma egli non si curò mai troppodi quelle voci e continuò a lavorare sodo per rendere sempre più efficiente la 47 a”.
Il 23 aprile la Divisione OTTAVIO RICCI e tutte la altre formazioni dell’EST e OVEST
CISA, 15.000 uomini in totale, iniziano a scendere il pianura tallonando i nazifascisti e
scontrandosi duramente con la 232 Divisione di fanteria dell’esercito tedesco. Nei pressi di Fornovo
Taro le divisioni partigiani chiuderanno in una sacca i nazisti facendo 17.000 prigionieri.
Il distaccamento “GRIFFITH”, quello dalla “testa caldissima”, composto da operai parmensi si sganciava contro ogni ordine all’avanguardia. Il 25 aprile Parma venne liberata dalla formazioni partigiane. ILIO sfilava a Parma insieme alla sua Brigata

 

a cura di Enrico Cortese

Vivissimi auguri al partigiano Nicolò Di Salvo

Vivissimi auguri a Nicolò Di Salvo, di Palagonia ( Catania).

Ha novantaquattro anni, partigiano sempre

Giorno 18 febbraio Nicolò Di Salvo ha compiuto novantaquattro anni. Certo, gli acciacchi, ma la memoria è sempre lucida. Un solido costruttore di libertà e democrazia, per l’Italia. Un testimone diretto e attivamente partecipe degli eventi drammatici che caratterizzarono la grande Lotta di Liberazione contro il nazifascismo. Di riscatto, contro l’invasore nazista e degli anni tragici della dittatura fascista, pervasa dall’accanita distruzione delle libertà, di guerre di aggressione e di feroce persecutorio razzismo.

Contribuì alla costruzione della nuova Italia e della realizzazione della nostra Costituzione con i suoi valori fondativi di democrazia, pace, diritti, uguaglianza e solidarietà.

Nicolò Di Salvo continua ancora a trasmettere a tutti, specie alle nuove generazioni con le sue presenze nelle scuole, il suo “messaggio” di combattente per la libertà, con l’occhio vigile rivolto sempre al domani, la democrazia da difendere sempre.

Nato a Palagonia ( Catania) il 17 febbraio 1924. Dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 fu preso prigioniero dai tedeschi a Parma nella caserma ove era militare, nel XIX cavalleria. Fuggito, raggiunse il fratello Francesco in Emilia, nel maggio del 1944 si aggrega alle formazioni partigiane operative nell’Appenino modenese nell’area di Montefiorito, in una brigata Garibaldi, nome di battaglia “ Corsaro”.

DS

74° anniversario della fucilazione del partigiano Orazio COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco (CT)

74° anniversario della fucilazione del partigiano ORAZIO COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco ( Catania)

Come già consolidato da diversi anni, sabato 17 febbraio a Misterbianco si è svolta la cerimonia di commemorazione del partigiano misterbianchese Orazio Costarella, medaglia d’oro, fucilato a Poggio di Otricoli ( Terni) il 17 febbraio 1944. Ucciso a soli 19 anni dai nazisti e dalle bande fasciste che strettamente collaboravano con gli invasori stragisti.

A nome dell’amministrazione comunale il sindaco Nino di Guardo, presenti assessori e consiglieri comunali, rappresentanti di varie associazioni e cittadini , ha depositato una corona d’alloro ai piè del monumento dedicato al partigiano posto nella piazza a lui intitolata.

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Memoria Oggi

Abbiamo voglia di vederti. Giovedì 19 ottobre alle 16,00 presso la Real Fonderia Oretea ( alla Cala) secondo incontro/riflessione aperta sul recupero della memoria. Giornata antifascista intorno ai familiari di quanti hanno lottato per la Libertà e per la Dignità Umana, accanto con gioia al nostro 95enne Partigiano dell’Ellas, Peppino Benincasa, sopravvissuto alla strage di Cefalonia in partenza per l’America, che vogliamo festeggiare.Ti abbracciamo
Sarà proiettato il documentario in memoria del partigiano Calogero Bracco di Petralia Sottana realizzato da alunni della Scuola Luigi Sturzo di Bagheria con la regia del prof La Mantia che partecipano all’incontro. 
Ti aspettiamo

Un antifascista siciliano riscoperto

Un  antifascista siciliano “riscoperto”, ucciso dai nazifascisti il 7 dicembre 1943: SALVATORE FICILI  di Scicli

C’è una targa – grande come quelle che danno nome alle strade cittadine –, con le scritte  usurate dal tempo e dalla salsedine marina, murata sul frontale di una casa lungo il percorso del piccolo lungomare di Sampieri ( frazione di Scicli –Ragusa) che conduce al bellissimo porticciolo dei pescatori.

Si legge: Salvatore Ficili, morto per mano fascista, 04.01.1924 – 07.12.1943.

largo Salvatore FICILI - Scicli

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E’ morto a Catania Gabriele Centineo. Giovedì mattina i funerali laici

Dopo una lunga e combattiva attraversata del percorso umano, sempre in testa a mille battaglie per il riscatto sociale delle lavoratricidei lavoratori, senza avere mai abiurato ai valoricollettivi e
partecipativi contro lo sfruttamento e per il riscatto della dignità umana promossi dagli ideali del comunismo, dopo lunghe sofferenze, nel corso della mattinata del 5 settembre è morto *Gabriele Centineo*, a settantacinque anni.

Integerrimo compagno catanese, ex docente di chimica nell’Ateneo di Catania, di esemplare umiltà e generosità umana, di grandi conoscenze e capacità intellettuale. Impegnato da molti decenni, a Catania e tutta la Sicilia, fin dagli inizi degli anni sessanta, in particolare nell’ ambito dell’organizzazione politica della nuova sinistra, Pdiup, Democrazia Proletaria, Rifondazione Comunista, e sul piano sindacale nella Cgil. Attualmente segretario provinciale di R.C. e componente del Comitato Provinciale dell’ANPI.

In una lunga fase dove è sembrato che “tutto fosse perduto”, continuamente alla ricerca, nelle analisi e nell’operatività,di nuove strade per mantenere alta l’attenzione verso gli sfruttati.

Sempre in prima fila in difesa dei valori costituzionali,
dell’antifascismo, contro tutte le forme di razzismo.

*I funerali laici si svolgeranno giovedì 7 settembre alle ore 10.00 presso la Camera del Lavoro di Catania – Via Crociferi 40. *

(d.s.)