Categoria: Memoria

Gino Cortese e la liberazione di Parma

Gino Cortese e la Liberazione di Parma

Gino Cortese e la Liberazione di Parma

Gino Cortese, nisseno, classe 1920. Iscritto al PCI dal giugno 1940 dopo aver svolto attività
antifascista clandestina nella cellula di “ Luziu” Boccadutri e frequentato Pompeo Colajanni (il futuro Comandante “Barbato”, che libererà Torino) viene chiamato alle armi ed assegnato aParma alla fine del 1942.
Nel gennaio 1943 prende contatto con Dante Gorreri, responsabile del PCI a Parma ed inizial’attività politica in tre direzioni:
1. collegamento con gli studenti universitari antifascisti per pubblicare il giornale clandestino
“Il Piccone” soppresso dal fascismo, la cui stampa e ciclostile veniva fatta da Gino insieme ai
compagni soldati, nella caserma della cittadella.
2. organizzazione dei giovani comunisti tra cui la medaglia d’oro Giordano Cavestro, ucciso dai nazifascisti.
3.partecipazione ai dibattiti del GUF in cui criticava apertamente la dottrina corporativa fascista.
Svolge decine di riunioni con soldati e studenti, distribuisce volantini e nasconde armi in attesa della lotta armata. La mattina del 9 settembre del 1943 riesce, in modo rocambolesco( si cala con una fune dalle mura della cittadella e fugge dopo aver compiuto un volo da 6 metri d’altezza) a fuggire dalla caserma.
Partecipa alla riunione in cui si deciderà della lotta armata al nazifascismo a Villa Braga la sera del 9 settembre 1943. Incaricato di organizzare i gruppi armati in Val d’Enza, parteciperà al primo scontro vittorioso contro la squadre fasciste la vigilia di Natale del 1943 ad Osacca di BARDI; catturato dai fascisti a
Traversetolo ed imprigionato, riesce ad evadere dopo il bombardamento alleato del carcere di Parma,alla vigilia della sua esecuzione.
Ritornato in Appennino, riprende il lavoro organizzativo e politico e viene nominato dai
distaccamenti “Commissario politico” della 47a brigata Garibaldi.
Il piccolo Commissario siciliano, dai vivacissimi occhi neri, appena 24enne, anela ad un Italia libera dal nazifascismo, democratica,ma nella quale non vi siano più diseguaglianze sociali.
I rapporti con gli ufficiali inglesi, diffidenti nei confronti dei partigiani garibaldini, coraggiosi, ma indisciplinati, saranno non facili.
Essi riceveranno pertanto pochi lanci di armi ed indumenti per un calcolo meramente politico, a dispetto dell’eroismo mostrato di fronte ad un memico ben armato, addestrato e numeroso.
La 47a composta da: studenti, operai, qualche ex militare resiste a tre grandi rastrellamenti nazifascisti che vedono colonne di migliaia di uomini salire su per l’Appennini e seminare lutti, orrori e devastazione.
ILIO ha il suo da fare per: riorganizzare e rincuorare gli uomini, cercare cibo, mantenere i rapporti con la popolazione come scrisse Ubaldo Bertoli( anche lui nella Brigata):
Nella trama psicologica che sorreggeva la vita della brigata, ILIO, ossservato con quella
obiettività che qualche volta scalza opportunamente la diffidenza, poteva essere
considerato un infaticabile rigeneratore di idee, di astuzia e di orgoglio. Intelligente,
vivace, la liscia fronte intellettuale, sotto una massa di capelli corvini, gli occhi tondi
dall’acutezza sinuosa e la parola che rappresentava sempre una sintesi precisa, egli
muoveva i fili di quel complicato organismo che era la 47 a , obbedendo con eguale
misura alla sua responsabilità di commissario e alla sua fede di comunista. Molti lo
temevano per le sue maniere sbrigative nel decidere certi casi ma egli non si curò mai troppodi quelle voci e continuò a lavorare sodo per rendere sempre più efficiente la 47 a”.
Il 23 aprile la Divisione OTTAVIO RICCI e tutte la altre formazioni dell’EST e OVEST
CISA, 15.000 uomini in totale, iniziano a scendere il pianura tallonando i nazifascisti e
scontrandosi duramente con la 232 Divisione di fanteria dell’esercito tedesco. Nei pressi di Fornovo
Taro le divisioni partigiani chiuderanno in una sacca i nazisti facendo 17.000 prigionieri.
Il distaccamento “GRIFFITH”, quello dalla “testa caldissima”, composto da operai parmensi si sganciava contro ogni ordine all’avanguardia. Il 25 aprile Parma venne liberata dalla formazioni partigiane. ILIO sfilava a Parma insieme alla sua Brigata

 

a cura di Enrico Cortese

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Vivissimi auguri al partigiano Nicolò Di Salvo

Vivissimi auguri a Nicolò Di Salvo, di Palagonia ( Catania).

Ha novantaquattro anni, partigiano sempre

Giorno 18 febbraio Nicolò Di Salvo ha compiuto novantaquattro anni. Certo, gli acciacchi, ma la memoria è sempre lucida. Un solido costruttore di libertà e democrazia, per l’Italia. Un testimone diretto e attivamente partecipe degli eventi drammatici che caratterizzarono la grande Lotta di Liberazione contro il nazifascismo. Di riscatto, contro l’invasore nazista e degli anni tragici della dittatura fascista, pervasa dall’accanita distruzione delle libertà, di guerre di aggressione e di feroce persecutorio razzismo.

Contribuì alla costruzione della nuova Italia e della realizzazione della nostra Costituzione con i suoi valori fondativi di democrazia, pace, diritti, uguaglianza e solidarietà.

Nicolò Di Salvo continua ancora a trasmettere a tutti, specie alle nuove generazioni con le sue presenze nelle scuole, il suo “messaggio” di combattente per la libertà, con l’occhio vigile rivolto sempre al domani, la democrazia da difendere sempre.

Nato a Palagonia ( Catania) il 17 febbraio 1924. Dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 fu preso prigioniero dai tedeschi a Parma nella caserma ove era militare, nel XIX cavalleria. Fuggito, raggiunse il fratello Francesco in Emilia, nel maggio del 1944 si aggrega alle formazioni partigiane operative nell’Appenino modenese nell’area di Montefiorito, in una brigata Garibaldi, nome di battaglia “ Corsaro”.

DS

74° anniversario della fucilazione del partigiano Orazio COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco (CT)

74° anniversario della fucilazione del partigiano ORAZIO COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco ( Catania)

Come già consolidato da diversi anni, sabato 17 febbraio a Misterbianco si è svolta la cerimonia di commemorazione del partigiano misterbianchese Orazio Costarella, medaglia d’oro, fucilato a Poggio di Otricoli ( Terni) il 17 febbraio 1944. Ucciso a soli 19 anni dai nazisti e dalle bande fasciste che strettamente collaboravano con gli invasori stragisti.

A nome dell’amministrazione comunale il sindaco Nino di Guardo, presenti assessori e consiglieri comunali, rappresentanti di varie associazioni e cittadini , ha depositato una corona d’alloro ai piè del monumento dedicato al partigiano posto nella piazza a lui intitolata.

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Memoria Oggi

Abbiamo voglia di vederti. Giovedì 19 ottobre alle 16,00 presso la Real Fonderia Oretea ( alla Cala) secondo incontro/riflessione aperta sul recupero della memoria. Giornata antifascista intorno ai familiari di quanti hanno lottato per la Libertà e per la Dignità Umana, accanto con gioia al nostro 95enne Partigiano dell’Ellas, Peppino Benincasa, sopravvissuto alla strage di Cefalonia in partenza per l’America, che vogliamo festeggiare.Ti abbracciamo
Sarà proiettato il documentario in memoria del partigiano Calogero Bracco di Petralia Sottana realizzato da alunni della Scuola Luigi Sturzo di Bagheria con la regia del prof La Mantia che partecipano all’incontro. 
Ti aspettiamo

Un antifascista siciliano riscoperto

Un  antifascista siciliano “riscoperto”, ucciso dai nazifascisti il 7 dicembre 1943: SALVATORE FICILI  di Scicli

C’è una targa – grande come quelle che danno nome alle strade cittadine –, con le scritte  usurate dal tempo e dalla salsedine marina, murata sul frontale di una casa lungo il percorso del piccolo lungomare di Sampieri ( frazione di Scicli –Ragusa) che conduce al bellissimo porticciolo dei pescatori.

Si legge: Salvatore Ficili, morto per mano fascista, 04.01.1924 – 07.12.1943.

largo Salvatore FICILI - Scicli

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E’ morto a Catania Gabriele Centineo. Giovedì mattina i funerali laici

Dopo una lunga e combattiva attraversata del percorso umano, sempre in testa a mille battaglie per il riscatto sociale delle lavoratricidei lavoratori, senza avere mai abiurato ai valoricollettivi e
partecipativi contro lo sfruttamento e per il riscatto della dignità umana promossi dagli ideali del comunismo, dopo lunghe sofferenze, nel corso della mattinata del 5 settembre è morto *Gabriele Centineo*, a settantacinque anni.

Integerrimo compagno catanese, ex docente di chimica nell’Ateneo di Catania, di esemplare umiltà e generosità umana, di grandi conoscenze e capacità intellettuale. Impegnato da molti decenni, a Catania e tutta la Sicilia, fin dagli inizi degli anni sessanta, in particolare nell’ ambito dell’organizzazione politica della nuova sinistra, Pdiup, Democrazia Proletaria, Rifondazione Comunista, e sul piano sindacale nella Cgil. Attualmente segretario provinciale di R.C. e componente del Comitato Provinciale dell’ANPI.

In una lunga fase dove è sembrato che “tutto fosse perduto”, continuamente alla ricerca, nelle analisi e nell’operatività,di nuove strade per mantenere alta l’attenzione verso gli sfruttati.

Sempre in prima fila in difesa dei valori costituzionali,
dell’antifascismo, contro tutte le forme di razzismo.

*I funerali laici si svolgeranno giovedì 7 settembre alle ore 10.00 presso la Camera del Lavoro di Catania – Via Crociferi 40. *

(d.s.)

E’ morto Nicola Cipolla, protagonista in Sicilia delle lotte sindacali politiche e sociali

Nella giornata di domenica 30 luglio è morto novantacinquenne nel suo luogo di residenza (Palermo) Nicola Cipolla – nato a Agrigento il 14 gennaio 1922 -, protagonista in Sicilia delle lotte politiche e sociali, già a partire dal 1944.

Pur avanti nel percorso degli anni si manteneva alto, massiccio, di viva lucidità intellettuale e con grande bontà umana.

Un tenace, indomabile e innovativo combattente, sempre in prima fila come sindacalista, rappresentante politico della sinistra e della società civile siciliana, per il riscatto degli sfruttati e per l’abbattimento delle condizioni di asservimento al potere
politico-affaristico-mafioso.

Subito dopo il disfacimento della dittatura fascista – 25 luglio 1943 – si impegnò nel ricostituito Partito socialista, quindi, nel 1944 contribuisce in maniera determinante assieme al segretario comunista Cesare Sessa alla rifondazione della Camera del Lavoro di Palermo. Successivamente, nel 1946 lasciò il PSI aderendo al PCI guidato da Girolamo Li Causi. Quindi la sua attività sociale si svolse nel movimento sindacale, assumendo nel 1947 il ruolo di segretario responsabile della Confederterra /CGIL– Confederazione nazionale dei lavoratori della terra – in Sicilia, erede della Federterra soppressa dal regime fascista.

Fu in quella fase storica di fondamentale importanza per la Sicilia, organizzatore e protagonista delle numerose lotte contadine che si svilupparono intensamente in tutta l’isola, contro l’ enorme potere dei latifondisti sostenuti dalla mafia. I contadini, braccianti, sottoposti storicamente ad un laido sfruttamento, sorsero di nuovo, uniti e compatti, dopo le violente repressioni subite nel “Movimento dei Fasci Siciliani” del fine ottocento, per conquistare il riscatto sociale sempre negato e schiacciato. In quegli anni eroici “ i morti di fame”, resi servi e condannati ad infami condizioni di vita, furono protagonisti con l’occupazione delle numerosissime terre incolte da sempre accorpate nei feudi dai ricchi padroni. Tante le uccisioni, di lavoratori della terra e di sindacalisti.

In quegli anni Nicola Cipolla, nell’area occidentale dell’isola, oltre che a tanti altri sindacalisti e capi contadini fu a fianco di Pio La Torre, ucciso successivamente dalla mafia a Palermo il 30 aprile 1982. Poi, si impegnò in un lungo e diretto nella politica istituzionale. Dal 1951 al 1963, per tre legislature fu deputato regionale, prima nella lista del “ Blocco del Popolo”, poi nel PCI. Senatore, dal 1963 al 1976 – componente della prima Commissione Parlamentare antimafia -, parlamentare europeo dal 1968 al 1976, sempre con il PCI.

Nel 1982, in collaborazione con Pio La Torre, fu fondatore del CEPES – Centro Studi di Politica Economica in Sicilia -, del quale per tanti anni è stato presidente e forza propulsiva in molteplici iniziative di impegno sociale e democratico, animatore fino all’ultimo.

Con le iniziative del Cepes è stato appassionato dirigente, operando in maniera decisa, anche in veste di organizzatore e di innovatore intellettuale attivista coordinatore, nei Movimenti per la pace e per la smilitarizzazione della Sicilia, promuovendo altresì, assieme a vari movimenti pacifisti, la conversione della base militare statunitense di Sigonella in aeroporto civile internazionale di Catania. Ha incentivato la cultura e la pratica dei valori ambientali e la difesa delle risorse naturali dell’isola, contro le scelte del nucleare, sostenendo l’ esigenza fondamentale di realizzare impianti energetici alternativi.

Ha sostenuto tutta la fase dei Movimenti “ No Global” e dei Social Forum, partecipando a molte iniziative in Italia e sul piano internazionale, dando un significativo contributo di elaborazione in analisi e progettualità finalizzate al sostegno e alla solidarietà per l’indipendenza dei popoli, contro il nuovo imperante colonialismo dettato dalle politiche della globalizzazione neoliberista, a danno dei cittadini del mondo e dei paesi del Terzo Mondo che costituiscono la parte più grande dello sfruttamento e delle conseguenti devastazioni ambientali in atto.

Ha sempre sorretto la necessità e il dovere per tutti i cittadini democratici di proteggere i valori costituzionali per realizzarne in forma compiuta i principi espressi dopo la riconquista della libertà, avversando in maniera determinata le azioni di stampo razzista e fascista che stanno assumendo conseguenze sempre più nefaste. Nell’ultimo periodo ha dato un contributo significativo ai Movimenti sorti in difesa dell’ Acqua pubblica, Forum per l’acqua, a sostegno dei Beni Comuni. Per lunghi anni con i suoi scritti ha collaborato con il quotidiano “ Il Manifesto”.

Nicola Cipolla ha raccolto la testimonianza del suo lungo percorso di rivoluzionario civile e democratico, di integerrimo combattente a sostegno degli sfruttati nel libro “ Diario di un socialcomunista siciliano – tra memoria e futuro-“, edito nel 2013 da Editori Riuniti.

di “ Lettera Memoria e Libertà”

Luglio 60: In memoria di……

 

Uccisi, in difesa della democrazia, contro i fascisti vecchi e nuovi

Il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia durante una manifestazione sindacale cinque operai vengono uccisi dalle forze dell’ordine. 8 luglio 1960, a Palermo e Catania, altri scontri lasciano a terra altri 4 morti.

 

·         3 luglio Vincenzo NAPOLI, Licata ( Agrigento)

·         7 luglio, Ovidio FRANCHI, 19 anni, Reggio Emilia

·         7 luglio, Lauro FERIOLI, 21 anni, Reggio Emilia

·         7 luglio, Marino SERRI, 40 anni, Reggio Emilia

·         7 luglio, Emilio REVERBERI, 21 anni, Reggio Emilia

·         7 luglio, Afro TONDELLI, 20 anni, Reggio Emilia

·         8 luglio, Andrea GANCITANO, 20 anni, Palermo

·         8 luglio, Francesco VELLA, 45 anni, Palermo

·         8 luglio, Rosi LA BARBERA, 54 anni, Palermo

·         8 luglio, Salvatore NOVEMBRE, 22 anni, Catania

 

In Loro Memoria,  fa sempre bene  risentire:

 

( d.s.)