Categoria: Partigiani

RIESI -GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO PER LA MOSTRA RìESISTENTI E LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO RESISTENTI

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Da sinistra: Filippo Marino, Ignazio Giudice, Salvatore Chiantia, Giuseppe Calascibetta, Rosario Riggio e Attilio Gerbino

Grande partecipazione di pubblico, nella sede della CGIL di Riesi, per la presentazione del libro di Giuseppe Calascibetta Resistenti, storie di partigiani, deportati e antifascisti di Riesi e della mostra curata da Attilio Gerbino RiESISTENTI. Il dibattito è stato moderato da Rosario Riggio e sono intervenuti il sindaco di Riesi, Salvatore Chiantia, il segretario della CGIL di Riesi, Filippo Marino e il segretario della CGIL di Caltanissetta, Ignazio Iudice.

Filippo Marino porta i saluti della CGIL di Riesi e ribadisce la necessità di consolidare i rapporti di collaborazione tra la CGIL e l’ANPI sui temi dell’antifascismo, della democrazia e della difesa della Costituzione; occorre fare fronte comune e porre un argine ai fenomeni discriminatori, razzisti, antisociali per combattere il populismo demagogico e, in questo, anche il contributo dell’arte è utile per tramandare la memoria storica dell’antifascismo.

Rosario Riggio, nell’introdurre il dibattito, ricorda il convegno Meridionali e Resistenza che ha organizzato il 6 agosto del 2013, sempre nella sede della CGIL di Riesi, dove è stato presentato il primo elenco di nominativi di partigiani riesini. Da quel convegno parte l’idea di aprire una sezione ANPI a Riesi di cui diventa referente Giuseppe Calascibetta che porta avanti il lavoro di ricerca sui partigiani, gli antifascisti e i deportati riesini e che trova un primo approdo nella presentazione del libro Resistenti.

Salvatore Chiantia, sindaco di Riesi, ribadisce la disponibilità dell’amministrazione ad aderire alle iniziative promosse dall’ANPI locale, patrocinando il libro in questione e l’iniziativa in corso. Per il sindaco – ricordando il giovane Gaetano Butera, Medaglia d’oro al valor militare, trucidato dai nazisti alle Fosse Ardeatine e a cui l’amministrazione comunale ha intitolato il Centro polivalente comunale – la storia di questi nostri concittadini deve essere da esempio.

Ignazio Giudice, evidenzia come questa iniziativa promossa dall’ANPI e dalla CGIL consolida il sodalizio sui temi dell’antifascismo, della democrazia e della difesa della Costituzione sempre più attuali, visto il momento caratterizzato da fenomeni di razzismo e crisi dei valori democratici. Lo stesso ricorda la battaglia per il referendum costituzionale proposto da Renzi e la collaborazione tra la CGIL e l’ANPI a difesa della Costituzione e l’importanza delle iniziative svolte che stanno portando a crescere le sezioni ANPI in provincia di Caltanissetta.

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Mostra d’arte RiESISTENTI a cura di Attilio Gerbino

Attilio Gerbino curatore della riedizione della mostra RiESISTENTI, citando i nomi degli artisti partecipanti (Tina Aldisi, Filippo Bordonaro, Attilio Gerbino, Lisa Giuliana, Tonino Perno, Domenico Pistone, Rosario Riggio, Vincenzo Scimone e Giuseppe Vella), racconta come dalla prima edizione della mostra, avvenuta nell’agosto del 2016 presso la Casa comunale in piazza Garibaldi, si arriva alla decisione di prestare le opere in comodato d’uso alla CGIL locale con lo scopo di far maturare nei cittadini, attraverso l’arte, la consapevolezza di parte della propria storia legata alle donne, gli uomini, i luoghi e i fatti legati all’antifascismo e alla Resistenza. Tra le opere in esposizione si citano: il dipinto di Lisa Giuliana dedicato alle donne antifasciste riesine protagoniste coraggiose di riunioni politiche clandestine; l’opera di Attilio Gerbino che, scelta come immagine di copertina del libro, raffigura simbolicamente il palazzo dove avvenivano gli interrogatori e le torture ad opera della polizia fascista; infine il quadro, intitolato Abbraccio (a simboleggiare l’abbraccio tra il periodo artistico siciliano e quello piemontese) che Rosario Riggio dedica all’artista riesino Filippo Scroppo, antifascista e membro del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, attraverso la citazione di sue opere realizzate tra gli anni Venti e gli anni Ottanta del Novecento.

Giuseppe Calascibetta, l’autore, presentando il suo volume dà notizia dell’individuazione di un nuovo partigiano riesino, Giuseppe Golisano, tra le vittime della Strage dell’Olivetta a Portofino dove, nella notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1944, furono fucilati ventidue prigionieri politici, prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi, i cui corpi vennero dispersi in mare. Nella città ligure, a ricordo dell’eccidio, venne innalzato un monumento. La storia di Giuseppe Golisano si può accostare a quella di Gaetano Butera, morto nelle Fosse Ardeatine a Roma, e, come lui, vittima dei nazisti. Calascibetta conclude il suo intervento con un appello ad eventuali famigliari, ancora in vita, a presentarsi all’ANPI di Riesi per completare la ricostruzione storica e ricevere le dovute benemerenze in memoria del martire della Resistenza.

Pino Testa, ricorda il lavoro svolto dalla Maestra Cesarina Conti con la classe 5 C del Plesso Lago anno scolastico anno 1987/1988 su Gaetano Butera, mettendo in evidenza l’importanza e il ruolo della scuola sulle tematiche dell’antifascismo.

Rosario Riggio, nel passare la parola al Sindaco per le conclusioni, chiede all’amministrazione di realizzare una stele in marmo, con i nomi delle medaglie d’oro, da collocare nel giardinetto davanti al Comune; una targa in memoria di Golisano Giuseppe, da collocare nel corridoio del Centro polivalente Gaetano Butera e di proseguire con le benemerenze da conferire ai famigliari degli antifascisti, dei partigiani e delle vittime del nazifascismo.

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Il pubblico presente alla manifestazione

Il sindaco conclude mettendo in evidenza come il libro sia un tassello inedito della storia del nostro territorio e si impegna a diffondere e trasmettere questa eredità alle future generazioni che con la consapevolezza del proprio passato posano evitare in riaffacciarsi dell’epoca buia dell’autoritarismo. In seguito alle richieste di Attilio Gerbino e Rosario Riggio proporrà alla commissione toponomastica l’intitolazione di una struttura pubblica all’artista Flippo Scroppo.

L’ANPI di Riesi ringrazia i presenti che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, il sindaco Salvatore Chiantia; la vicesindaco Rosy Pilato, il vicepresidente del Consiglio comunale Salvatore Lombardo, il consigliere Gino Scibetta, Marco Ministeri, le ragazze e i ragazzi del liceo di Riesi, i parenti degli antifascisti, partigiani e deportati di Riesi, il presidente dell’Auser Pino Testa, il presidente dell’Interact Giuseppe Volpe, i ragazzi dell’Associazione I Girasoli e Filippo Marino, segretario della CGIL di Riesi che ha ospitato la manifestazione.

Copertina libro Resistenti

Copertina libro Resistenti, storie di antifascisti, partigiani e deportati di Riesi a cura di Giuseppe Calascibetta.

Ferdinando Di Legami, un antifascista riesino

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La Sicilia, durante la seconda guerra mondiale, è stata la regione che ha contribuito alla storia della Resistenza partigiana, attraverso la partecipazione di molti meridionali in numerose brigate armate-antifasciste   stanziate nelle regioni del Nord Italia

Contemporaneamente molti cittadini, nei comuni siciliani,  attuavano una lotto politica contro i podestà, attraverso azioni antifasciste: azioni di sabotaggio di strutture pubbliche, comizi o riunioni illegali contro il fascismo, denigrazione del pensiero fascista…

Tutte azioni che venivano intraprese in maniera consapevole dai molti lavoratori che avevano aderito  alle cellule clandestine nissene gestite dal futuro comandate:  Pompeo Colajanni.  A Riesi, la cellula era presieduta dal ex-segretario della Camera del Lavoro, Ferdinando Di Legami: successore politico di Giuseppe Butera che ha dato il via alla Repubblica di Riesi.

Questa nostra tesi viene testimoniata dello storico LUIGI BUTERA, che nel suo libro “Uomini, fatti e aneddoti della storia di Riesi” riporta gli ultimi anni di vita di Giuseppe Butera, rinchiuso in carcere a Palermo e perseguitato dalla malattia che incombeva su di lui. Per questo ottenne la grazie e viene rilasciato per tornare a Riesi. Il disciolto PCI riuscì a racimolare 50 Lire per coprire le spese del viaggio di ritorno e viene scelto per questo incarico, il giovane Ferdinando Di Legami

“ Recatosi in quel luogo nel luglio 1924, dopo avere apposto la sua firma a garanzia, ottenne, dalla direzione di quel carcere il rilascio dell’ammalato. Affinché potessero viaggiare  più comodamente fino alla stazione di Caltanissetta, il Di Legami aggiunse  ancora del denaro suo per occupare due posti di prima classe in un vagone.  Il loro arrivo alla stazione era stato già segnalato alla Questura di Caltanissetta che per misura precauzionale mandò alcuni suoi agenti a  gironzolare vicino all’uscita dei passeggeri. I disagi del viaggio estenuarono le forze dell’ammalato. Il Di Legami, per farlo rimettere, pensò, prima di proseguire per Riesi, di sostare due giorni nel vicino “Albergo Ferrovia”. Per evitare qualche rappresaglia che potesse avere  luogo al loro arrivo da parte dei fascisti riesini, pensò di partire in un’ora tale da poter arrivare di notte. Poiché in quei tempi non esisteva  alcun servizio pubblico per passeggeri si servi di una carrozza da nolo che dovette ben pagare.

Durante la malattia il Butera mantenne la sua calma; sperò di potere riacquistare le forze, ma, per l’aggravarsi del male, rassegnato al suo destino, la mattina del 18 dicembre 1924 verso le ore 9 esalò   l’ultimo respiro. Pochi furono i suoi fedeli compagni che vollero accompagnarlo all’ultima dimora, non mancarono però, dietro quel feretro,  parecchi agenti di P. S. che nonostante piovigginasse, seguirono la bara  fino al cimitero. Tumulata la salma in un loculo, l’imbocco fu chiuso con  una lastra di marmo con questa epigrafe “A Giuseppe Butera, martire  politico”. Ma queste ultime parole non suonavano bene alle orecchie di uno dei podestà che ordinò di farle scomparire a colpi di scalpello lasciando il solo nome e cognome”.

Ferdinando Di Legami divenne il segretario politico del PCI di Riesi clandestino, e la sua abitazione insieme alla sua sartoria divenne il raduno di molti antifascisti che di notte si incontravano per leggere il giornale e creare delle strategie offensive verso il Partito fascista riesino. La biografia completa di questo personaggio storico dell’antifascismo riesino è stata approfondita nel libro Resistenti, storie antifascisti, partigiani e deportati di Riesi  con la testimonianza e con documenti inediti forniti dal nipote di Ferdinando Di Legami, Salvatore Porrovecchio, attuale segretario del PD di Riesi, che ha dato la massima disponibilità per ricostruire la biografia inedita di questo personaggio inedito della storia riesina.

Vivissimi auguri al partigiano Nicolò Di Salvo

Vivissimi auguri a Nicolò Di Salvo, di Palagonia ( Catania).

Ha novantaquattro anni, partigiano sempre

Giorno 18 febbraio Nicolò Di Salvo ha compiuto novantaquattro anni. Certo, gli acciacchi, ma la memoria è sempre lucida. Un solido costruttore di libertà e democrazia, per l’Italia. Un testimone diretto e attivamente partecipe degli eventi drammatici che caratterizzarono la grande Lotta di Liberazione contro il nazifascismo. Di riscatto, contro l’invasore nazista e degli anni tragici della dittatura fascista, pervasa dall’accanita distruzione delle libertà, di guerre di aggressione e di feroce persecutorio razzismo.

Contribuì alla costruzione della nuova Italia e della realizzazione della nostra Costituzione con i suoi valori fondativi di democrazia, pace, diritti, uguaglianza e solidarietà.

Nicolò Di Salvo continua ancora a trasmettere a tutti, specie alle nuove generazioni con le sue presenze nelle scuole, il suo “messaggio” di combattente per la libertà, con l’occhio vigile rivolto sempre al domani, la democrazia da difendere sempre.

Nato a Palagonia ( Catania) il 17 febbraio 1924. Dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 fu preso prigioniero dai tedeschi a Parma nella caserma ove era militare, nel XIX cavalleria. Fuggito, raggiunse il fratello Francesco in Emilia, nel maggio del 1944 si aggrega alle formazioni partigiane operative nell’Appenino modenese nell’area di Montefiorito, in una brigata Garibaldi, nome di battaglia “ Corsaro”.

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74° anniversario della fucilazione del partigiano Orazio COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco (CT)

74° anniversario della fucilazione del partigiano ORAZIO COSTARELLA. La commemorazione a Misterbianco ( Catania)

Come già consolidato da diversi anni, sabato 17 febbraio a Misterbianco si è svolta la cerimonia di commemorazione del partigiano misterbianchese Orazio Costarella, medaglia d’oro, fucilato a Poggio di Otricoli ( Terni) il 17 febbraio 1944. Ucciso a soli 19 anni dai nazisti e dalle bande fasciste che strettamente collaboravano con gli invasori stragisti.

A nome dell’amministrazione comunale il sindaco Nino di Guardo, presenti assessori e consiglieri comunali, rappresentanti di varie associazioni e cittadini , ha depositato una corona d’alloro ai piè del monumento dedicato al partigiano posto nella piazza a lui intitolata.

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In memoria di Salvatore Militti partigiano catanese

Giorno 6 maggio è deceduto a Catania Salvatore Militti. Nato nel capoluogo nel 1922. All’atto dell’armistizio – 8 settembre 1943 – si trovava  a Cuneo, aggregato al 33° Reggimento fanteria.  Alcuni giorni dopo, rimasti senza ordini, constatato lo scioglimento di fatto dell’esercito, assieme ad alcuni commilitoni iniziò il viaggio di spostamento verso Roma. Dopo una serie di traversie si fermarono in una località dell’Emilia Romagna. Dopo alcuni mesi,  all’inizio del mese di marzo del 1944,  a seguito del bando di reclutamento obbligatorio delle classi 1922-1923 decretato dalla RSI, si aggregò alle formazioni partigiane – 143esima Garibaldi divisione Don Paquino – operativa nell’area territoriale di Reggio Emilia.

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Catania 30 0ttobre 2015 – Prefettura, consegna della medaglia d’onore

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In memoria di Salvatore Cacciatore, partigiano di Aragona

In memoria di Salvatore Cacciatore, partigiano di Aragona – Agrigento

Nella ricorrenza del 70° anniversario del conferimento alla Città di Belluno della Medaglia d’Oro al valor militare, nell’ambito delle iniziative organizzate dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Federazione Nazionale Volontari della Libertà e l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, venerdì 17 marzo alle ore 18.00 sarà presentato il libro di Enzo Barnabà “ Il partigiano di Piazza dei Martiri. Storia del siciliano che combatté i nazisti e che finì appeso ad un lampione”. Continua a leggere

ANPI Favara. Alla Villetta della Pace si è ricordato Calogero Marrone, Giusto tra le Nazioni

calogero-marrone-e1488876992250Si celebra oggi, 6 marzo la Giornata Europea dei Giusti ed anche Favara ha il suo “Giusto”. Proprio per tale motivo, questa mattina alle ore 11.30 circa presso la Villetta della Pace di Favara, si è voluto ricordare Calogero Marrone, Giusto tra le Nazioni. Ricordiamo che, ad oggi sono più di 26 mila uomini ad essere stati insigniti del riconoscimento di Giusto tra le Nazioni, di cui 671 di questi sono italiani. Infatti l’Italia risulta essere l’ottava nazione per maggior numero di “Giusti” certificati dalla commissione preposta dall’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme. Tra questi 671 vi è anche il nostro Calogero Marrone, favarese di nascita trasferitosi a Varese dove da lì su deportato nel campo di concentramento a Dachau, dove morì il 15 febbraio 1945, alla vigilia della fine della Seconda guerra mondiale. Presenti per l’occasione, una delegazione delle scuole limitrofe alla Villetta della Pace, ovvero delle classi dell’Istituto “G. Guarino” e del Liceo “M.L.King”, accompagnati dai rispettivi docenti.

A raccontare un’importante pagina della storia favarese, il presidente dell’Istituto “Studi e Ricerca Calogero Marrone”, Rosario Manganella, il presidente dell’ANPI sezione Favara, Carmelo Castronovo e il presidente provinciale ANPI, l’on. Angelo Lauricella. Ad una seppure selezionata ma attenta giovane platea, i relatori hanno espresso l’importanza di questa giornata celebrativa, volta a ricordare non solo Calogero Marrone, ma anche tutti quegli uomini che in quel terribile momento storico aiutarono molti ebrei a sfuggire alle persecuzioni naziste. Importante l’intervento del presidente dell’Istituto “Studi e Ricerca Calogero Marrone” Rosario Manganella il quale, oltre a raccontare chi fu il Calogero Marrone e il suo importantissimo ruolo, ha voluto anche spiegare la realizzazione della stele commemorativa dedicata proprio al nostro concittadino. “Il 18 marzo 2015 nel mentre che io ricoprivo la carica di Sindaco di questa città, io con tutta la mia amministrazione abbiamo voluto realizzare rendere omaggio a Calogero Marrone, realizzando questa stele. Abbiamo al tempo anche piantato- continua Manganella- un albero di Carrubo, per non dimenticare tutte le vittime delle leggi razziali”. Così recita la stele: “Fulgido esempio di altruismo e umanità, incurante del pericolo da Capo dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Varese, sublimò il Suo impegno lavorativo rendendolo strumento di salvezza per centinaia di ebrei e antifascisti con la falsificazione della loro carta d’identità. Tradito da un collega di lavoro fu arrestato dal Corpo della Guardia di Frontiera Tedesca. Deportato nel campo di concentramento di Dachau, morì agli albori della Liberazione il 15 febbraio 1945. Nel 70° anniversario del Suo estremo sacrificio, a perenne memoria per le nuove generazioni, Favara sua città Natale lo ricorda con orgoglio e gratitudine”. Purtroppo, per dovere di cronaca, dobbiamo segnalare la totale assenza della sindaca Anna Alba o anche di uno degli assessori o di qualche consigliere comunale, a prescindere del partito politico. Scriviamo purtroppo perché sarebbe stato un ottimo esempio, per i giovani alunni-cittadini, la presenza dell’istituzione politica, così da rendere ancora più importante il messaggio della celebrazione della “Giornata Europea dei Giusti” a Favara.

Valentina Piscopo

Fonte: http://www.favaraweb.com/2017/03/07/alla-villetta-della-pace-si-e-ricordato-calogero-marrone-giusto-tra-le-nazioni/

 

ANPI Isnello. Il valore della Memoria. In ricordo di Giovanni Ortoleva

778faba3e3dc8c6c6db24b403da494ae_xlGiorno 9 marzo 2017, l’ANPI e il Comune di Isnello organizza l’iniziativa “Il valore della Memoria” per ricordare il partigiano Giovanni Ortoleva trucidato dai repubblichini con altri venti partigiani il 9 marzo 1945 a Salussola (Biella).

La giornata avrà inizio alle ore 9,00 con in un incontro Centro Sociale con gli studenti degli Istituti Scolastici con diversi interventi: Antonio Ortoleva, Angelo Ficarra (ANPI Palermo) e Giusy Vacca (ANPI Isnello).  La manifestazione proseguirà con un corteo presso il Cimitero Comunale dove verrà depositata una corona presso la tomba di Giovanni Ortoleva.

Nato a Isnello (Palermo) il 15 aprile 1921, trucidato dai repubblichini con altri venti partigiani il 9 marzo 1945 a Salussola (Biella).