ANPI Catania: 19 Novembre, corteo contro il razzismo

Il Colore del Rispetto – Il Diritto di essere Umani

Lunedi 19 Novembre scendiamo in piazza a Catania ( corteo da Villa Bellini – ore 18.00 – a piazza Università ),

Semplici cittadini insieme a tante realtà associative e sindacali del territorio, per far sentire la nostra voce contro la deriva violenta, qualunquista e incivile che il nostro Paese sta prendendo, e che purtroppo è ormai sdoganata a tutti i livelli, da quelli mediatici a quelli istituzionali.

Nel dibattito pubblico è sempre più frequente e incondizionato l’uso di un linguaggio offensivo, razzista, sessista, denigratorio, irrispettoso della dignità di ogni gruppo sociale e di ogni singola persona, diffuso ormai anche in ambienti istituzionali, come è successo anche a Scandicci in questi ultimi giorni.

È il chiaro segno della degradazione dei rapporti sociali, ed è strumento purtroppo attivo di disgregazione della comunità civile. Di fronte a questi comportamenti, lo stesso silenzio rischia di divenire nei fatti un atteggiamento complice e corresponsabile.

Riteniamo quindi necessario e urgente organizzare una manifestazione pubblica, nella convinzione che la società non è più disposta a tollerare questo stato di cose e sia necessario opporsi a questo livello di violenza verbale, terreno nel quale violenze assai più gravi affondano le radici.
Non possiamo abbandonarci alla corrente qualunquista, violenta e incivile sdoganata ormai da tempo e divenuta sempre più “normale”. Niente è dato per sempre, niente è conquistato una volta per tutte. Ogni individuo, gruppo, ogni comunità, ogni generazione, partecipa continuamente alla ridefinizione di ciò che siamo. Noi non ne siamo esenti.

Invitiamo quindi tutte e tutti a una testimonianza collettiva e attiva, per demolire le barriere create tra le persone da tali atteggiamenti e rilanciare il desiderio di convivenza civile, nel segno del rispetto dei diritti e della dignità di tutti.

Per questo promuoviamo, insieme a tantissime realtà associative e sindacali del territorio, la manifestazione del prossimo lunedì 19 Novembre 2018 che alle 18 partirà dalla villa Bellini e si concluderà a Piazza Università, perché proprio da qui si levi una voce forte e netta contro la barbarie del nostro tempo, barbarie che dal linguaggio – e purtroppo lo stiamo vedendo sin troppo bene – si propaga rapidamente ai rapporti sociali e alle decisioni politiche!
ABBIAMO TUTTI LO STESSO COLORE
PERCHÉ ABBIAMO TUTTI LO STESSO DIRITTO AL RISPETTO!

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ANPI Caltanissetta: Presentazione del libro su Placido Rizzotto

46012280_10217864030263084_999684132411801600_nVENERDÌ 16 NOVEMBRE alle ore 18:30 presso la LIBRERIA UBIK
Via J.F. Kennedy 9/11 Caltanissetta
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“PLACIDO RIZZOTTO. DAI FASCI DEI LAVORATORI ALLA STRAGE DEI SINDACALISTI” di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro (Navarra Editore)

In Sicilia il processo di emancipazione dei lavoratori e la riforma agraria sono stati essenzialmente una lotta contro la mafia. Attrverso la ricostruzione storica del movimento contadino dai Fasci siciliani dei lavoratori, il lavoro di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro ripercorre le tappe salienti di tale processo, ossia delle lotte dal basso contro un sistema feudale-latifondista-mafioso.
Placido Rizzotto (1914-1948) è divenuto simbolo di questo percorso, dei sessanta dirigenti sindacali e delle centinaia di contadini “senza nome trucidati in Sicilia per il loro impegno politico e sociale.
Così come aveva raccolto il testimone, il sindacalista corleonese lo consegnò a sua volta a Pio La Torre e a Carlo Alberto Dalla Chiesa, protagonisti attivi di una Sicilia resistente.
La vita e la morte di Placido Rizzotto fanno parte di un contesto che le pagine di questo libro ci restituiscono offrendoci la possibilità di dieventare testimoni di vicende e storie che, in maniera più o meno diversa, si presentano ai nostri occhi e alle nostre coscienze ancora oggi. Uno strumento di memoria che ci guiderà nella comprensione e nella costruzione del presente.

Presentano:
– Claudia Cammarata (Presidentessa di Attivarcinsieme Circolo Arci di San Cataldo)
– Carmelo Botta (Autore)
– Francesca Lo Nigro (Autrice)
– Michelangelo Ingrassia (Autore della prefazione)

Informazioni sugli autori:
Carmelo Botta è docente di filosofia e storia nei licei. Ha realizzato progetti didattico-educativi per la tutela dei diritti umani e della lotta per la legalità. Ha orientato il suo studio e le sue ricerche nel settore della didattica e della storia. E’ Consigliere dell’associazione “Scuola e Cultura Antimafia”. Collabora con il “Centro per la ricerca, lo studio e la documentazione” delle Società di Mutuo Soccorso.

Francesca Lo Nigro vive e lavora a Palermo, è dirigente scoltastica. Ha sempre lavorato impegnandosi in percorsi formativi e didattici relativi ai diritti umani, al recupero del disagio adolescenziale, alla legalità. E’ consigliera dell’associazione “Scuola e Cultura Antimafia”.

Apologia del fascismo a Predappio”, l’ANPI nazionale denuncia

logo_anpi_og-891d0c496c3fIl testo della denuncia-querela presentato dalla Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, alla Procura di Forlì per i fatti accaduti a Predappio lo scorso 28 ottobre durante la manifestazione fascista

Procura della Repubblica

presso il Tribunale di Forlì

Atto di denuncia-querela

La sottoscritta Carla Nespolo, nata a Novara il 4 marzo 1943, nella sua qualità di Presidente nazionale pro tempore dell’A.N.P.I. – Associazione nazionale partigiani d’Italia, Ente morale, con sede in Roma, Via degli Scipioni n. 271, nominata con delibera del Comitato nazionale ai sensi dell’art. 5 dello Statuto dell’A.N.P.I., approvato con d.l. 5 aprile 1945 e succ. mod., espone quanto segue.

In data 10 ottobre 2018, l’A.N.P.I. trasmetteva una comunicazione al Prefetto e al Questore di Forlì e al Sindaco di Predappio con la quale chiedeva che venisse vietata dal Prefetto la celebrazione dell’anniversario della marcia su Roma a Predappio prevista per il 28 ottobre 2018, in quanto la stessa avrebbe prestato il fianco alla realizzazione di molteplici reati (all. n. 1).

La manifestazione è stata, ciò non di meno, autorizzata (all. n. 2) e ha – come previsto – rappresentato l’occasione per una rievocazione criminale del fascismo: dalle divise al saluto romano, è stato tutto un celebrare il ventennio, in spregio della barbarie che esso ha rappresentato.

È sufficiente esaminare i video pubblicati sui siti dei giornali maggiormente diffusi (particolarmente significativo quello presente sull’edizione on-line de “Il fatto quotidiano”) per verificare come serpeggi chiaramente tra i manifestanti il desiderio di un ritorno al passato, espresso chiaramente nella frase “Mussolini rappresenta il futuro” (all. n. 3). Non meno preoccupanti le aspirazioni degli stessi di un recupero dei tempi che furono attraverso le speranze riposte aggressivamente in movimento politici (come Casapound) che agli ideali fascisti si conformano.

Se la manifestazione è stata di per sé inquietante, particolarmente gravi sono apparsi due episodi. Durante il raduno è stato portato a celebrare Mussolini un ragazzino, evidentemente incoraggiato dalla madre ad indossare la divisa dei Balilla e che ripeteva ossessivamente quanto la mamma andava dicendo ai cronisti. Segnale inequivocabile del fatto che, in un momento di completa perdita dei valori, anche la gioventù è educata all’odio.

Non meno terrificante l’immagine di Selene Ticchi D’Urso, candidata nel 2017 a Budrio quale sindaco, che alla celebrazione di Predappio indossava una maglietta con la scritta “Aushwitzland”: l’interessata, che peraltro non era la sola ad esibire quella disgustosa figura, ha ironizzato sul fatto che si trattasse di una scelta mossa da humor nero. E, invece, trattasi chiaramente di una sprezzante istigazione all’odio razziale, peraltro in un momento pericolosissimo di forte tensione sociale.

Insomma, l’ennesimo corteo di camerati in camicia nera che espongono simboli dell’odio (svastiche, fasci littori o celtica) e porgono, con fare osannante, il saluto romano al sacrario di Benito Mussolini, unito agli episodi più compiutamente sopra descritti, rappresenta una evidente violazione della XII disposizione di attuazione della Carta costituzionale che vieta la ricostruzione del partito fascista.

La legge Scelba e la legge Mancino sanzionano l’apologia del fascismo quando apologia vuol dire esaltazione del regime, esaltazione dei principi, delle figure che al fascismo hanno fatto riferimento. L’art. 4 l. 20 giugno 1952, n. 645, infatti, punisce «chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo».

La manifestazione che si è svolta a Predappio il 28 ottobre 2018 è senza dubbio alcuno apologia del fascismo.

Né si può affermare che la celebrazione della marcia su Roma sia una forma manifestazione del pensiero posto che anche la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha in più di un’occasione affermato che in base all’art. 10 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, taluni diritti si possano anche comprimere nel momento in cui non sono conformi ai principi generali dell’ordinamento costituzionale dei vari Paesi.

Allo stesso tempo, la celebrazione della marcia sua Roma integra altresì gli estremi del reato di apologia di delitto, di cui all’art. 414 comma 3 c.p. La giurisprudenza di legittimità, infatti, ha affermato che l’elemento oggettivo di tale fattispecie «consiste nella rievocazione pubblica di un episodio criminoso diretta e idonea a provocare la violazione delle norme penali» (Cass., sez. I, 17 novembre 1997, Gizzo, in C.e.d. Cass. n. 209140). Poiché è indubitabile che la figura di Mussolini rievochi ed esalti i metodi fascisti, la sua celebrazione è certamente interpretabile come apologia dei reati commessi nel ventennio fascista.

Inoltre, in considerazione dell’evento programmato, si possono profilare altresì gli estremi del reato di cui all’art. 2 d.l. 26 aprile 1993, n. 122 (con riferimento all’art. 3 l. 13 ottobre 1975, n. 654). La norma, infatti, punisce «chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi» che abbiano tra i loro scopi «l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali o etnici». Essendo indiscutibile che il fascismo era fondato sull’odio razziale, celebrare un suo esponente nell’ambito di un evento pubblico integra la fattispecie in parola.

A tal fine va considerato che, proprio di recente, il Tribunale di Tivoli ha condannato per il reato previsto dall’art. 4 l. n. 205 del 1993 gli amministratori del Comune di Affile per aver innalzato e inaugurato un sacrario in ricordo di Rodolfo Graziani, implacabile e feroce colonialista e razzista, aderente alle leggi razziali, ministro e partecipe della R.S.I. (all. n. 4). Esiste, dunque, un precedente importante e attuale con il quale comportamenti come quelli verificatisi a Predappio, sono stati stigmatizzati.

Inoltre, nella cerimonia descritta, non si può disconoscere il pericolo per la tenuta delle istituzioni democratiche, emergendo la volontà negli agenti di suscitare consensi alla loro attività neofascista, e quindi di diffondere concezioni favorevoli alla ricostituzione di organizzazioni fasciste (Cass., sez. I, 4 ottobre 19082, Loi,, in C.e.d. Cass. n. 156667).

Tutto quanto sopra premesso e considerato, la sottoscritta propone con il presente atto

DENUNCIA-QUERELA

nei confronti di Selene Ticchi D’Urso e di tutti coloro che hanno partecipato alla cerimonia di Predappio del 28 ottobre 2018 (ovvero che non l’hanno impedita), dei quali si chiede l’identificazione, per i reati di cui agli artt. 4 l. 20 giugno 1952, n. 645, 414 comma 3 c.p., 2 d.l. 26 aprile 1993, n. 122 (con riferimento all’art. 3 l. 13 ottobre 1975, n. 654), 604-bis c.p. e per qualsiasi altro reato che la S.V. vorrà ritenere integrato dai fatti sopra illustrati.

Chiede di essere informata di un’eventuale richiesta di archiviazione ai sensi dell’art. 408 comma 2 c.p.p. e di un’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 406 comma 3 c.p.p.

Con riserva di costituirsi parte civile, indicare testi e depositare ulteriore documentazione.

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

7 novembre 2018

10 NOVEMBRE, MANIFESTAZIONE NAZIONALE | UNITI E SOLIDALI CONTRO IL GOVERNO, IL RAZZISMO E IL DECRETO SALVINI

uniti contro il razzismo

Ore 14 piazza della Repubblica, Roma

L’assemblea che si è svolta domenica 14 ottobre a Roma, dopo un’intensa discussione che ha fatto emergere l’urgenza di una presa di parola collettiva contro la deriva razzista e fascista del paese, ha deciso di lanciare una sfida al governo cogliendo il tempo della conversione in legge del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza…

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.

 Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.

 Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.

 Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.

 Contro l’esclusione sociale.

 No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.

 Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.

https://www.facebook.com/indivisibili10novembre/photos/a.936758059867588/937122283164499/?type=3&theater

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.

– Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.

– Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.

– Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.

– Contro l’esclusione sociale.

– No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.

– Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.

Per queste ragioni convochiamo una MANIFESTAZIONE NAZIONALE pacifica, solidale, accogliente e plurale per sabato 10 novembre a Roma.

Piattaforma approvata dall’assemblea antirazzista del 14 ottobre a Roma

È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.

– Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.

– Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.

– Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.

– Contro l’esclusione sociale.

– No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.

– Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.

Per queste ragioni convochiamo una MANIFESTAZIONE NAZIONALE pacifica, solidale, accogliente e plurale per sabato 10 novembre a Roma.

Piattaforma approvata dall’assemblea antirazzista del 14 ottobre a Roma

Per informazioni e adesioni: 10novembre18@gmail.com

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È il momento di reagire, mobilitarsi e unirsi contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà di tutte e tutti.

– Per il ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza varato dal governo. NO al disegno di legge Pillon.

– Accoglienza e regolarizzazione per tutti e tutte.

– Solidarietà e libertà per Mimmo Lucano! Giù le mani da Riace e dalle ONG.

– Contro l’esclusione sociale.

– No ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi.

– Contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione.

Per queste ragioni convochiamo una MANIFESTAZIONE NAZIONALE pacifica, solidale, accogliente e plurale per sabato 10 novembre a Roma.

Piattaforma approvata dall’assemblea antirazzista del 14 ottobre a Roma

Di seguito la lista delle realtà organizzate nazionali e locali  (394 ADESIONI –  al 7 novembre) che hanno deciso di aderire alla piattaforma della manifestazione nazionale del #10novembre “Uniti e solidali contro il governo, il razzismo e il decreto Salvini”
da: 
https://www.facebook.com/events/155785395376127/permalink/165949414359725/

 

Per aderire: 10novembre18@gmail.com

Accoglierete – Associazione per la tutela dei Minori Stranieri Non Accompagnati – (Sr)
Acquabenecomune Pistoia e Valdinievole
ActionAid Italia Onlus
ADL Cobas
ALI – Accoglienza Libera Integrata (Roma)
Ambasciata dei Diritti Marche (Ancona, Macerata, Jesi)
AMM – Archivio delle Memorie Migranti
ANPI “G. Sanguedolce” di Sommatino e Delia (CL)
ANPI – Caserta
ANPI – Catania
ANPI – San Donato (Bo)
ANPI “Sette Martiri” di Venezia
Antenne Migranti (Trentino Alto Adige)
ArciLesbica
Arci Rosa Parks – Chiuppano (VI)
Arci, Succivo (CE)
Articolo 21 Liberi di…
Aps Campo de’ Fiori, Santa Maria a Vico (CE)
Aps Farereteonlus (Federazione Enti no profit del Lazio)
ASC Assemblea Sociale Casa – Venezia
Asd Atletico No Borders – Fabriano (An)
Asd RFC Lions Ska Caserta
ASPER
Assemblea 17 dicembre di Verona
Assemblea abitanti di Santa Fede Liberata (Na)
Associazione Antigone
Assemblea antifascista antirazzista di Vicofaro-Pistoia
Assemblea antirazzista fiorentina
Assemblea delle donne per la restituzione della Casa delle Donne di Napoli
Assemblea “Sulla stessa barca” (Prato)
Assemblea Permanente per l’unità delle lotte
Associazione 6 settembre – Prato
Associazione A più mani
Associazione Alleanza per i Beni Comuni-Pistoia
Associazione Amafrica (Nigeria)
Associazione Antirazzista e Interetnica “3 febbraio”
Associazione Asahi
Associazione Babele (Grottaglie -Ta)
Associazione Bangladesh, Firenze
Associazione Bangladesh, Padova
Associazione Book Doole de Ndiengue Diop – Senegal (Bo)
Associazione Chi rom e…chi no (Napoli)
Associazione Città Migrante (Reggio Emilia)
Associazione Cittadini del Mondo di Roma
Associazione culturale Kel’lam onlus di Roma
Associazione culturale L’Isola delle Correnti – Roma
Associazione culturale Multietnica “La kasbah” onlus (Cosenza)
Associazione culturale Sciarada (Corridonia MC)
Associazione dei Senegalesi di Napoli
Associazione di Amicizia Italo Palestinese onlus di Firenze
Associazione di promozione sociale Alilò futuro anteriore – Bergamo
Associazione di promozione sociale Cittadinanza e Minoranze
Associazione di promozione sociale Equilibrio Precario (Verona)
Associazione di promozione sociale La scuola che verrà – Roma
Associazione di promozione sociale Open Resources – Treviso
Associazione di resistenza culturale Baraonda (Nettuno – Roma)
Associazione di volontariato Comunità accogliente di Mercogliano (AV)
Associazione Diritti e Frontiere (ADIF)
Associazione Donatella “Lella” Moltani onlus
Associazione donne della regione mediterranea (AWMR Italia)
Associazione ForSE
Associazione FreeWeed Board
Associazione Genitori della scuola Di Donato di Roma
Associazione Gli anelli mancanti – Firenze
Associazione I Rom per il futuro
Associazione Immigrati di Pordenone
Associazione Internazionale Ernesto De Martino
Associazione Irma Bandiera, Frattamaggiore (NA)
Associazione Isolon, per l’ecologia sociale – Chiuppano (VI)
Associazione Japoo (Senegal)
Associazione L’Agorà – Dugenta (BN)
Associazione L’Altra Europa_Laboratorio Venezia
Associazione L’Altra Liguria
Associazione La Comune – Prato
Associazione Laicitalia
Associazione Mandè – Napoli
Associazione Melagrana, San Felice a cancello (CE)
Associazione Meltin-Po (Prato)
Associazione Nazione Rom
Associazione Nova Koiné, Marigliano (NA)
Associazione ODV Caminantes – Treviso
Aassociazione Oltre – Ponti fra i mondi (Vicchio – FI)
Associazione Oltre l’Occidente
Associazione Onlus LAB.ZEN 2
Associazione Open Your Borders – Padova
Associazione ParteCivile – Marziani in movimento
Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo
Associazione per immigrati Dialogo onlus di Aprilia
Associazione per l’Unità delle Sinistre
Associazione per un’Europa dei Popoli
Associazione Pianoterra Onlus
Associazione Progetto Accoglienza Onlus (Borgo San Lorenzo – FI)
Associazione Psy+ Onlus
Associazione Rhondonu (Bangladesh)
Associazione Rom e Romnia Europa
Associazione Rom In Progress
Associazione Romni Esmeralda (Ge)
Associazione Romni Onlus
Associazione Sentieri di Libertà – Mercatino multietnico (Bo)
Associazione Senza Confine – Roma
Associazione Shamofficine
Associazione Sinti di Prato
Associazione Siria Libera e Democratica
Associazione sociale e socievole Le Tegole
Associazione Soomaaliya Onlus – Torino
Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI)
Associazione SUD – Italy
Associazione Tessere Culture (Rignano sull’Arno – Fi)
Associazione Tor Tor – Brescia
Associazione Toscana fratelli dell’uomo
Associazione verso il Kurdistan – Alessandria
Associazione Ya Basta! Êdî Bese
Associazione Ya Basta! Marche
Associazione Ya Basta di Scisciano (NA)
Associazione Yaku onlus (Trento)
AssoPacePalestina
Attac Italia
Autoconvocat* – contro la crisi
Azienda Agricola l’Orto Conviviale, Sant’Anastasia (NA)
Baobab Experience
Biblioteca BAM – Roma
Borderline Sicilia onlus
Bottega equosolidale “Tutta n’ata Storia” – Nocera Inferiore (SA)
CADI (Comitato Antirazzista Durban Italia)
Caltanissetta Antirazzista
Campagna LasciateCIEntrare
Caracol società cooperativa sociale onlus (Marghera)
Caravana Abriendo Fronteras – Spagna
Casa dei beni comuni – Treviso
Casa del Popolo di Campobasso
Casa del Popolo di Centocelle (Roma)
Casa del Popolo di Torre Santa Susanna (BR)
CASC Lambrate (Milano)
Centro di accoglienza “don Lorenzo Milani” di Vicofaro-Pistoia
Centro di documentazione don L.Milani e Scuola di Barbiana, di Vicchio (Firenze)
Centro Sociale Asilo Politico – Ancona
Centri Sociali delle Marche
Centri Sociali del Nord Est
Centro sociale Ex canapificio (Ce)
Centro Sociale Zona22 (San Vito Chietino)
Centro socio Culturale Ararat – Roma
Centro Studi Internazionali Ernesto De Martino
Cgil – Catania
Cidis Onlus
Città felice – Catania
CittàVisibili ARCI
C.s.a Officina Trenino – Porto San Giorgio (Fm)
C.s.a Sisma – Macerata
Chicco di Senape – Bottega del Mondo (Pisa)
Cib-Unicobas
Circolo Arci “29 Martiri di Figline” (Po)
Circolo Arci “Aut” di Caltanissetta
Circolo Arci “Querencia” L’ Aquila
Circolo gbltq Maurice (To)
Circolo Legambiente Pisa
Circolo PD di Guanzate (Co)
Cobas
Cobas ALIA (Fi)
Collettivo Argo – Riviera del Brenta (Ve)
Collettivo Città Visibile, Orta di Atella (CE)
Collettivi Dipende da Noi Donne
Collettivo Exit -Barletta
Collettivo Handala – Salerno
Collettivo Il colore della viola (Co)
Collettivo Kontatto – Falconara Marittima (An)
Collettivo Lambretta – Milano
Collettivo MalaCaigo – Riviera del Brenta (Ve)
Collettivo Mamadou – Bolzano
Collettivo Maripose (Ge)
Collettivo Nate Intere – Ancona
Collettivo Romano Assistenti Educativi Culturali
Collettivo Spam (Padova)
Collettivo studentesco clandestinamente (Benevento)
Collettivo studentesco Zona Critica – Fabriano (An)
Collettivo Studenti Ribelli – Salerno
Collettivo trans-femminista Sisters On The Block – Fano (Pu)
Collettivo We got life (Roma)
Collettivo Women Rise Up (Roma)
Comitato antirazzista 5 Luglio di Fermo
Comitato Antiroghi, Santa Maria Capua Vetere (CE)
Comitato Arci Pisa Onlus
Comitato Basta Roghi, Afragola (NA)
Comitato Cittadino Viviamo la Città, Frattamaggiore (NA)
Comitato giovanile contro tutte le discriminazioni Human Way (Roma)
Comitato Graf (Bo)
Comitato Fuochi, Marcianise (CE)
Comitato Immigrati – Roma
Comitato Mai Più Ilside, Bellona -Triflisco (CE)
Comitato NoMuos/NoSigonella – Catania
Comitato Nour ama e cambia il mondo
Comitato Roma 12 per i Beni Comuni
Comitato Piazza Carlo Giuliani onlus
Comitato Romano di Solidarietà con il Popolo Siriano
Comitato Senza Confini di Brescia
Comitato Spontaneo Antiroghi, San Nicola La Strada (CE)
Comitato Stop Razzismo (Prato)
Como senza frontiere
Comunità dello Sri Lanka-Napoli
Comunità curda di Roma e del Lazio
Consiglio Nazionale Rom Sinti Caminanti
Cooperativa sociale Apeiron, Pignataro Maggiore (CE)
Cooperativa Sociale LESS (Napoli)
Cooperativa sociale Romano Drom
Coordinamento Antirazzista Jesi – (An)
Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo (Firenze)
Coordinamento Democrazia Costituzionale – Catania
Coordinamento Eritrea Democratica
Coordinamento Lotta per il Lavoro (Napoli)
Coordinamento Nazionale No Triv
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale – Municipio 4 – Milano
Coordinamento Provinciale Caserta Antifascista
Coordinamento Restiamo Umani – Altamura
Coordinamento Studentesco Alto Vicentino
Coordinamento Studenti Medi Padova
Coordinamento Studenti medi Trento
Coordinamento Studenti Medi di Treviso
Coordinamento Studenti Medi Venezia Mestre
Coordinamento Uguali Doveri – Lodi
Corrente umanista socialista
C.s.a. Jan Hassen – Salerno
Democrazia Atea
DiEM25 Italia
Diritti Al Cuore onlus – Roma
Escalera Onlus di Borgo San Lorenzo (Fi)
Ex opg “je so’ pazzo” – Napoli
Flai Cgil Caserta e Campania
Fondazione Valenzi (Napoli)
Forlì Città Aperta
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Fronte di Lotta No Austerity
Fuoriclasse scuola di italiano per il mondo – Treviso
Genova che osa
Giovani Comunisti/e
Giunta comunale di Londa (FI)
Giuristi Democratici
Gruppo Archeologico Terramare 3000 – Poggiomarino (NA)
Gruppo “Bella Ciao” – Cittadini non indifferenti di Quarto d’Altino (VE)
Gruppo PALADE “Europa Mondo Aperto”
Gruppo TU ! Tratti Umani
Hamef Onlus (Na)
I briganti rugby Librino (CT)
I sentinelli di Catania
I sentinelli di Milano
I sentinelli di Roma
IFE Italia (Iniziativa Femminista Europea in Italia)
Incontriamoci – Catania
#IranProtestsItalia
Ireos (centro servizi comunità queer – Fi)
Karama – Comitato di Appoggio ai Popoli Arabi (Na)
L’Altra Europa con Tsipras
L@pAsilo31 – Benevento
Lab. Occ. Insurgencia – Napoli
Laboratorio Autogestito Paratod@s – Verona
Laboratorio Sociale Alessandria
Laboratorio Sociale Largo Tappia (Lanciano)
Laboratorio Sociale Fabbri – Fabriano (An)
La città invisibile, Termoli (CB)
La Comune
La Iod edizioni
La Kumpania impresa sociale (Napoli)
Laboratorio Aprile, Acerra (NA)
Lavoratori bengalesi in lotta contro la schiavitù S.Antimo (NA)
Le donne del presidio di San Lorenzo contro la violenza sulle donne (Ge)
Lef (Rivista on line)
Left – redazione
Left-Lab (Po)
Lello Volpe con i bambini, Caivano (NA)
Libera La Parola Marghera – scuola di italiano per migranti
Libera La Parola Padova – scuola di italiano per migranti
Libera La Parola Trento – scuola di italiano per migranti
Link Coordinamento Universitario
Lila Catania
Lipscuola Per la scuola della Costituzione
Li.S.C. collettivo universitario – Venezia
Lista civica “Mira in Comune” (Ve)
LOA Acrobax Project, Roma
Lo.Co. (Mestre)
Lo sciopero delle donne
LUMe – Laboratorio universitario metropolitano (Milano)
MAM – Movimento Antirazzista Marche
Mani Rosse Antirazziste – Roma
Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute Onlus
Memoria Antifascista di Milano
Milano in Movimento
Mille Cassandre – Marche
Move To Resist (Salerno)
Movimento demA – Democrazia e Autonomia
Movimento Donne contro i fascismi – Senigallia (An)
Movimento lotta per la casa (Benevento)
Movimento migranti e rifugiati di Caserta
Movimento per il diritto all’abitare – Roma
Naga onlus (Milano)
NIBI – Neri italiani Black Italians
Nigrizia
Noi Genitori di Tutti, Caivano (NA)
Non Una Di Meno – Macerata
Officina Popolare Jolly Roger – Civitanova Marche (Mc)
Operatori e ospiti richiedenti asilo della Casa dell’accoglienza di Valbrona (CO)
Osservatorio Solidarietà
Oxfam Italia
Palestra popolare Galeano – Padova
Palestra popolare Rivolta Marghera (VE)
Parole in Movimento – Scuola per migranti (VE)
Partito Alternativa Comunista
Partito Comunista dei Lavoratori (PCL)
Partito Comunista Italiano (PCI)
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Partito del Sud-Meridionalisti Progressisti
Partito Marxista-Leninista italiano (PMLI)
Per Cambiare l’Ordine delle Cose
Piattaforma Comunista
PM- Piccolo Missionario
Polisportiva Ackapawa – Jesi (An)
Polisportiva Sans Papier A.S.D. – Schio (VI)
Polisportiva San Precario – Padova
Potere al Popolo
Prato in Comune
Proactiva Open Arms
Progetto Melting Pot Europa
Progetto Rebeldìa di Pisa
Prospettiva Operaia (SA)
Punto rosso antirazzista (Ta)
Radio senza muri – Jesi (An)
Radio Vostok, Cava dei Tirreni (SA)
Ragna-Tela – Catania
Redazione “Lavoro e Salute”
Redazione “Piuculture”
Redazione “Resistere” – Caserta
Refugees Welcome Italia Onlus
Refugees Welcome Milano
Resistenti di Piazza Pittaluga
Restiamo Umani Brescia
Rete 13 Febbraio Pistoia
Rete 21 marzo – Mano nella mano contro il razzismo (Torino)
Rete antifascista San Jacopino (Fi)
Rete antirazzista catanese
Rete antirazzista fiorentina
Rete Arte Migrante
Rete catanese #restiamoumani #incontriamoci
Rete Cittadini Volontari, Cava dei Tirreni (SA)
Rete contro la privatizzazione dell’acqua – Nocera Inferiore (SA)
Rete del Lavoro Migrante, Padova
Rete della Conoscenza
Rete delle Cità in Comune
Rete delle Redazioni di Lotta Continua
Rete di Cittadinanza e Comunità – Caserta
Rete Futura Nazionale
Rete italiana delle Donne in Nero
Rete Kurdistan Italia
Rete romana di solidarietà con il Popolo Palestinese
Rete solidale e antirazzista di Piombino (LI)
Rete solidale Pordenone
Rete V-Day AltoGarda e Ledro (Tn)
Reti di Pace
Rivista “Kaiak. A Philosophical Journey”
Roma Possibile
Rowni-Roma women Network Italy Onlus
RSU USB Sistemi Informativi – Roma
Sale Docks (Venezia)
SCuP – Sport e Cultura Popolare di Roma
Senonoraquando – Genova
Sicomoro di Londa (Fi) Onlus
Sindacatoaltracosa-OpposizioneCgil
Sinistra anticapitalista
Sinistra italiana
SLAI Cobas per il Sindacato di Classe
Slai/Sial Cobas Comune di Milano
Socialismo libertario (Ta)
S.O.M.S – Società Operaia Mutuo Soccorso di Corridonia (MC)
Sos Rosarno
Spazio Autogestito Arvultura – Senigallia (An)
Spazio Autogestito Grizzly – Fano (Pu)
Spazio Comune Autogestito Tnt – Jesi (An)
Spazio Comune Heval – Ancona
Spazio Pueblo – Cava de’ Tirreni (SA)
Spazio sociale Centopassi San Vitaliano (Napoli)
Spazio sociale LaBoje! – Mantova
Sportello Diritti/Rete Antirazzista – Mantova
Sportello Sociale di Rifondazione Comunista, Padova
Squola Spa – Pergola (Pu)
Stop Biocidio Paesi Vesuviani – Napoli
Studenti Unior pro Rivoluzione siriana – collettivo universitario (Na)
Sunia – Catania
Talking Hands – Con le mani mi racconto (Treviso)
Transform! Italia
Unicobas Scuola ed Università (Toscana)
Un Ponte Per…
Unione degli Studenti
Unione Inquilini – Cub di Roma
Usi
Usicons
W.I.L.P.F. Italia (Womens International League For Peace And Freedom)
ZAM – Milano

Dichiarazione di Ottavio Terranova – Vice Presidente nazionale dell’ANPI sui denunciati di Ragusa

Esprimiamo viva solidarietà e sostegno alle decine di militanti – circa cinquanta – democratici e antifascisti che nei giorni scorsi sono stati denunciati a Ragusa per avere effettuato il 7 gennaio c.a. un presidio cittadino in opposizione ad un corteo indetto nel centro storico di Ragusa da organizzazioni politiche dell’estrema destra: Forza Nuova e Fiamma Tricolore.

Al presidio, svoltosi  con carattere esclusivamente pacifico, avevano partecipato un rilevante numero di cittadini ragusani, in rappresentanza di organizzazioni politiche, associative, sindacali e della società civile.

Hanno inteso evidenziare i valori democratici, antifascisti e antirazzisti che caratterizzano i valori strutturali della nostra Costituzione, che non possono essere lesi da atti di un’organizzazione politica come Forza Nuova che non mai inteso ripudiare le ideologie e le nefandezze del fascismo.

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Il corteo, tra l’altro, doveva ultimarsi in piazza S.Giovanni, luogo dell’eccidio di tre braccianti perpetrato da squadre fasciste nell’aprile del 1921. Piazza, quindi, che rappresenta la massima memoria cittadina dei tanti eventi  di assassinio consumati dai fascisti nel ragusano.

Tra gli altri sono stati denunziati tre giornalisti presenti nell’esercizio della propria attività della libera informazione, il segretario provinciale della Cgil di Ragusa e l’ex presidente del tribunale di Ragusa

Confidiamo che gli Organi giudiziari preposti scagionino con grande celerità le persone denunciate, poiché assolutamente incolpevoli di qualsiasi atto di dolo.

Hanno solamente espresso, come previsto dalle regole di libertà vigenti, la necessità di evidenziare e difendere sempre i Valori costituzionali antifascisti e antirazzisti che costituiscono  la parte fondativa principale della Repubblica italiana.

Ottavio Terranova

Palermo, 27 ottobre 2018

”La Strage di Cefalonia” – Palermo, 26 Ottobre

Venerdì 26 ottobre alle ore 16.30 presso l’Aula Magna Società siciliana per la Storia Patria in Piazza San Domenico 1 a Palermo avrà luogo il Convegno dal titolo “La Strage di Cefalonia”.
Dopo gli indirizzi di saluto e interventi introduttivi del Prof. Gianni Puglisi, presidente della Società siciliana per la Storia Patria, e del Prof. Antonio Scaglione, vicepresidente del Consiglio della Magistratura militare, interverranno il Prof. Giuseppe Carlo Marino, ordinario di storia contemporanea dell’Università degli Studi di Palermo e il Dott. Marco De Paolis, procuratore generale militare della Repubblica presso la Corte militare d’Appello di Roma.
I lavori saranno conclusi dal Dott. Ottavio Terranova, vicepresidente nazionale dell’ANPI.
L’organizzazione scientifica è a cura del Prof. Avv. Francesco Callari.
Nel corso del Convegno sarà pure presentato il volume “CEFALONIA. Il processo. La storia, i documenti” a cura di Marco De Paolis e L. Insolvibile (Viella editore) pubblicato nell’ambito delle iniziative dell’Istituto Nazionale F. Parri, per il 70° anniversario della Resistenza.C_2_articolo_3004873_upiImagepp

CON I MIGRANTI PER FERMARE LA BARBARIE. Appello di associazioni e sindacati per una mobilitazione nazionale il 27 ottobre

CON I MIGRANTI PER FERMARE LA BARBARIE .  Appello per iniziative in tutta Italia il 27 ottobre

 

39997267_1002916163203491_4233514375647854592_nIn Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme.

I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare.

Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. Ma se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura.

A fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire.

I primi segnali di un’alternativa sono arrivati con la reazione all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto, ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla Sindaca di Lodi. Così come con la grande risposta delle magliette rosse, con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti, con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi e il grande consenso che sta raccogliendo il progetto Mediterranea.

Da più parti viene la richiesta di una battaglia di civiltà, in difesa della democrazia costituzionale. E contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali che i ministri dell’odio manipolano, strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti.

A questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. Di questo immenso popolo, una piccola parte vorrebbe venire in Italia, anche solo per attraversarla. Lo vorrebbe fare rivolgendosi agli Stati, legalmente e senza rischiare la vita. Ma leggi e politiche sempre più proibizioniste e liberticide producono morte e sofferenza e alimentano la criminalità e le mafie.

In Italia soffia un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite della intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Insultati, picchiati, feriti da armi da fuoco, concentrati in centri invivibili. Adulti, minori, donne sole, bambini trovano in Italia un’ostilità crescente. E come se non bastassero il blocco delle navi e il boicottaggio delle Ong, il governo approva un decreto che, se accolto dal Parlamento, metterebbe ancora più a rischio la loro vita.

Un Decreto che punta a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale.

Eppure nonostante le difficoltà politiche, nonostante i dubbi, nonostante le divisioni, tanti italiani sono disposti a fare argine al drammatico dilagare di comportamenti “cattivi”, che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c’è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio.

A questa vasta area democratica, religiosa e laica, spetta il compito di tenere alta la bandiera della civiltà, della pace, della convivenza tra diversi, della democrazia. La chiesa di Papa Francesco interpreta con lucidità i tempi presenti. Il mondo cattolico, con le sue strutture e i suoi giornali, insieme alle tante associazioni sono già impegnati in aiuto dei migranti e in prima fila contro razzismo e xenofobia. Altrettanto il mondo laico: donne, uomini, giovani e meno giovani, compagne e compagni, preoccupati e convinti della necessità di dare un’ampia e forte risposta alla crescente barbarie.

È il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme. E possiamo farlo manifestando il 27 ottobre 2018, non in una ma dieci, cento città.

Per adesioni: conimigranticontrolebarbarie@gmail.com

Hanno aderito:

ACTIONAID, AIDOS, ANPI, ANTIGONE, AOI, ARCI, ARCS, AVVOCATO DI STRADA, BAOBAB EXPERIENCE, CEFA, CENTRO ASTALLI, CGIL,, CIPSI, CITTADINANZATTIVA, CNCA, COCIS, COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE, CONCORDITALIA, COSPE, DOKITA, FOCSIV, FOCUS CASA DEI DIRITTI SOCIALI, FORUMSAD, GRUPPO ABELE, GUS, IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA, JANUAFORUM, LEGAMBIENTE, LIBERA, LINK2007, LUNARIA, MOLTIVOLTI, OSSERVATORIO AIDS-DIRITTI SALUTE, OXFAM, PROACTIVA OPEN ARMS, RETE DEGLI STUDENTI MEDI, TERRES DES HOMMES, STATEWATCH, UIL, UDU, UN PONTE PER

Caltanissetta, Presentazione del libro “Il partigiano di Piazza Martiri”

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Chi era Cacciatore Salvatore “Ciro”, il partigiano siciliano impiccato dai nazisti a Belluno ad un lampione di quella piazza, posta nel cuore della città, oggi intitolata a lui e agli altri tre patrioti che subirono la stessa sorte un pomeriggio del marzo 1945? Della sua identità sappiamo ben poco: si chiamava Salvatore Cacciatore, era studente universitario ed era con ogni probabilità nato ad Aragona (Agrigento) il 28 marzo 1920. Ma, quale ragione lo condusse tra le dolomiti bellunesi, nella prima linea della guerra antifascista? Era un militare sbandato? Era stato inviato, come altri, in quella zona d´operazioni da un´organizzazione comunista? Faceva parte di una missione alleata? Uno dei suoi compagni di lotta crede di ricordare che “Ciro” sia stato trasportato sulle coste friulane da un sommergibile proveniente dal Sud, in qualità di trasmettitore, con l´incarico, cioè, di assicurare i collegamenti radio tra le formazioni partigiane che operavano in montagna e l´esercito alleato. Secondo un altro partigiano che lo conobbe, “Ciro” avrebbe fatto parte di un´unità della Guardia di Finanza di stanza in Alta Italia; dopo l´otto settembre, rimasto al Nord, avrebbe scelto la strada della lotta di liberazione dal fascismo e dagli occupanti tedeschi. Alla donna alla quale fu legato durante la resistenza parlò poco di se stesso: essa ne conosceva soltanto il nome di battaglia e l´orientamento politico comunista. In Cadore, sin dai primi mesi del 1944, il giovane agrigentino diresse la formazione partigiana che operava nella zona di Perarolo. In settembre, “Ciro” faceva parte del battaglione “Gramsci” della brigata “Nino Bixio”, in qualità di comandante del distaccamento “Willy “che aveva il compito di presidiare la strada di accesso alla Val Cimolliana e la diga sul torrente Cellina. La formazione, composta in gran parte da giovani del posto, fu dispersa dal rastrellamento tedesco del 10-13 ottobre, fatto sul Cansiglio. Durante l´inverno, i partigiani vissero un po´ alla macchia e un po´ in seno alle famiglie a Caralte e ad Ospitale. “Ciro” non disarmò; da solo o assieme a pochi compagni (“Toni”, “Camera” ed altri) compì numerose azioni di guerriglia: la distruzione di un traliccio, posto alle pendici del monte Zucco, dell´elettrodotto ad alta tensione, sabotaggi delle vie di comunicazione e in particolare della strada statale Alemagna, arteria d´importanza vitale per i tedeschi al fine di assicurare i collegamenti tra il Veneto e la Germania. Non mancarono azioni miranti a sottrarre le popolazioni alle angherie degli occupanti.
Il comandante si distingueva per le doti di coraggio; usava, per esempio, travestirsi da soldato tedesco per meglio circolare nelle zone controllate dal nemico. “Di carattere esuberante, sempre portato all´allegria e alla cordialità – ricorda un suo compagno di quei giorni (1) – Ciro aveva un forte ascendente sui compagni che lo ricambiavano con la loro amicizia e con la loro lealtà”. Una spiata pose fine alla lotta partigiana di “Ciro”. La notte del 12 febbraio 1945 fu preso prigioniero dai nazisti mentre dormiva in un fienile di Caralte. Subito dopo la liberazione, una delle spie dichiarò per iscritto come assieme ad altre due donne di quel comune usasse fornire informazioni alla polizia tedesca sul movimento partigiano, ricevendo in cambio denaro e compensi in natura. Le tre donne, che solevano frequentare gli occupanti, un giorno rivelarono “che Ciro era il capo dei partigiani e che praticava la casa di Bepi, pure lui appartenente al GAP. Abbiamo pure detto — continua la dichiarazione della spia — che Renato De Zordo era un grande propagandista comunista e pure partigiano, ecc…”.(2) Così, quella notte, “Ciro” fu arrestato assieme ad altre sei persone: il maestro Renato De Zordo, Giuseppe De Zordo (il Bepi membro del GAP) responsabile dell´organizzazione comunista di Perarolo, Marcello Boni, le due giovani sorelle Boni e un´altra partigiana. I sette furono imprigionati nel covo dei torturatori della Gestapo, la caserma Jacopo Tasso di Belluno. Le torture e le brutalità non sortirono l´effetto voluto, nessuno parlò, né gli uomini né le donne. Se queste ultime riuscirono a sopravvivere evadendo dalla prigione qualche giorno prima della liberazione della città, il calvario dei quattro uomini finì solo con la morte: Marcello Boni fu impiccato tre settimane dopo la cattura nel Bosco delle Castagne assieme a “Montagna” e ad altri otto partigiani, Renato De Zordo morì in carcere sotto le torture, “Ciro” e “Bepi” vennero impiccati il 17 marzo in piazza Campedèl, come ancora si chiamava, assieme ad Andreani e a Piazza.
Dell´impiccagione di “Ciro”, scrive il Fontana: “Fu fatto avanzare Cacciatore: era il capo dei partigiani e doveva precedere gli altri. Venne avanti con passo fermo, con la testa alta, serio e deciso. Salì la scala dalla parte sua e si trovò, in cima, col compagno che doveva passargli il nodo. Si guardarono un istante e poi Cacciatore si girò. Guardò la piazza, guardò gli sgherri allineati lungo il “liston”. Fermo, statuario, egli attese”. Il partigiano, cui la crudeltà nazista aveva imposto di fare il nodo scorsoio, tremava e non ci riusciva. Alla prova, il nodo si scioglieva. Lo rifece e parlò a Cacciatore. Questi si voltò, guardò, vide; con la testa accennò che andava bene”.(3) Il povero cireneo fu fatto scendere, un nazista fece con un calcio cadere la scala, “Ciro” restò impiccato al lampione. Senza un grido, senza un lamento, impartendo a tutti una lezione di coraggio e di dignità. L´agrigentino si spegneva all´età di venticinque anni.
Vorrei concludere la rievocazione del dramma vissuto da questo nostro corregionale con i versi che Foscolo scrisse per onorare l´eroe troiano Ettore:
E tu onore di pianti, Ettore, avrai,
ove fia santo e lagrimato il sangue
per la patria versato, e finché il Sole
risplenderà su le sciagure umane.

Fonte: https://www.ecodegliblei.it/CACCIATORE-SALVATORE-NOME-DI-BATTAGLIA-CIRO-PARTIGIANO-SICILIANO-CADUTO-A-BELLUNO-PER-LA-LIBERTA-LA.htm