Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

“Il 7 luglio tutti con una maglietta rossa perché i bambini sono patrimonio dell’umanità”

3 Luglio 2018

L’appello lanciato da Don Luigi Ciotti. Tra i primi firmatari, la Presidente nazionale ANPI Carla Nespolo

Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

Sabato 7 luglio indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

“Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini”

  1. Luigi Ciotti, Presidente nazionale Libera e Gruppo Abele

Francesco Viviano, giornalista

Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente

Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI

per adesioni associazioni scrivere organizzazione@libera.it

L’appello su la Repubblica:

http://www.repubblica.it/cronaca/2018/07/02/news/libera_maglietta_umanita_-200650209/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T2

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Europa invasa? Falso!

Italia invasa? Falso!

Europa invasa? Falso!

Gaia Terra invasa? Sì……. dagli alieni extraterrestri!

La forza potente della verità dei “numeri”

                                                       “ Chi decide di fuggire dalla guerra o dalla povertà si lascia tutto alle spalle

                                                                                scappando per continuare a vivere, a prescindere da tutto” 

                                                                da  Le cicogne nere. Hidma la mia fuga – a cura  di Abdelfetah Mohamed   

 

 

Mentre nella Gaia Terra si assiste ad una dirompente crescita di persone che scappano dai loro paesi nativi, chiedendo rifugio e protezione dopo drammatici viaggi di fuga, a seguito di guerre, persecuzioni per motivi razziali, religione, appartenenza a specifici gruppi sociali o politici,  fame, disastri ambientali, desertificazione e carestie, violazione dei diritti umani, specie nei paesi “occidentali” avanza in maniera veloce e tragica un processo di decadimento dei valori umanitari democratici universali. Ritornano in maniera preponderante forme becere di nazionalismo, conflittualità e contrapposizione tra Stati.

Eppure gli Stati di questa parte del mondo sono detentori della parte immensamente più grande della ricchezza mondiale, con capicordata Stati Uniti e Europa. 

Tranquillamente continuano a fare i loro affari di egemonia e sfruttamento delle parti deboli del mondo, godendo degli immensi “ frutti di ritorno”. In una maniera sempre più devastante per i Valori fondamentali dei Diritti Umani e Sociali – conquistati a duro prezzo nello scenario mondiale a seguito della sconfitta del nazifascismo e delle dittature più rilevanti – e per le condizioni di vita delle persone che vivono nelle zone povere del mondo.

Mentre con le loro azioni contribuiscono in maniera determinante a creare le condizioni di fuga, avanza in parti importanti delle loro strutture politiche e sociali, in maniera veloce e tragica, un processo di decadimento e disprezzo per gli “altri” considerati diversi, quindi odio e razzismo.

In questo spicchio di mondo tutti ( o quasi), gridano all’invasione!

Faro e guida sono rappresentati dall’ideologia politica  delle destre, vecchie e nuove, che come al solito vorrebbero la botte degli affari globali piena e la “selettività” nella distribuzione degli “immensi utili”, mantenendo la fatture della “razza eletta incontaminata”, nel tipico modello fantascientifico-fiabesco-nazionalista-razzista.

Le sinistre, fortemente contaminate negli spezzoni “storici”, non sono in grado di reazioni significativamente decisive.

 

Si costruiscono smisurati muri e recinzioni , si blindano mari e confini di nuovo “santificati” nelle glorie patrie, con continui e ossessivi messaggi si vogliono recingere  le menti e le scelte dei cittadini.

Avvengono eventi inimmaginabili fino a poco tempo addietro: decine di migliaia di bambini strappati ai loro genitori ( USA) e rinchiusi dentro enormi gabbie, navi con profughi vaganti nel Mare Mediterraneo, data la chiusura dei porti, ferrei controlli alle frontiere a caccia di uomini, donne e bambini fuggiaschi. Decine di migliaia di persone sono morte annegate nel Mediterraneo,  a pochi passi dalle nostre città. Il mare è pieno di cadaveri!

Nella ricostruzione della grande tragedia umana un grande contributo alla conoscenza è stato dato dal quotidiano Inglese “ Guardian”. Il 20 giugno ha pubblicato una lista di 34.361 persone che sono morte cercando di raggiungere l’Europa ( la Fortezza Europa). I dati – la lista  per le difficoltà oggettive non è completa – sono stati raccolti dalla Ong olandese “United for Intercultural Action”; la ricerca è iniziata 25 anni addietro. Nel 1993  è stata recensita la morte di 91 persone, nel 2017, 3915. La maggior parte delle persone morte non hanno un nome. Sono sconosciute le ragioni della fuga, le sofferenze, le fattezze umane, le speranze. Il quotidiano Il Manifestoha pubblicato l’elenco completo il 22 giugno.

Resteranno sempre ignote le moltissime persone morte lungo il percorso del loro lungo e travagliato viaggio,  a partire dai loro paesi di origine, prima di affrontare i mari. La parte più consistente riguarda certamente l’Africa. I “numeri” sono di grandi dimensioni.

Gli esseri umani che cercano rifugio, da parte dei vocianti, scatenati impegnati da diffondere odio e diversità da “spianare”, vengono descritti come i nuovi untori del XXI secolo, da scacciare e rinchiudere nelle galere.  Gli organi di informazione, in gran parte, deliberatamente o in forma inconsciamente “robotica”, sono diventati i veicoli amplificatori di questi messaggi.

fuggiaschi, come dichiarato nell’ultimo rapporto di UNHCR – Agenzia Onu Global Trend –, in ricorrenza della Giornata Mondiale del Rifugiato,  sono 68 milioni……. persone non container di merci.

Molti governanti e tutte le forze politiche di destra ( specifiche o in foggia travisata) in Europa gridano forsennatamente al respingimento come se i loro stati interessati fossero le mete principali od esclusive dei fuggiaschi. Dati i messaggi politici promulgati,  da parte della gran parte delle popolazioni non c’è una visione e una conoscenza comune sulla drammatica questione.

Pur vivendo in una fase storica di interconnessione informativa planetaria, continua e pluriarticolata, mai verificatasi nella storia umana, si è ritornati ad una condizione di dealfabetizzazione di massa. Non tanto sull’elementare tradizionale sapere del “leggere e scrivere”, ma sulla conoscenza delle vicende e sui parametri che caratterizzano il mondo.

Il forte processo di ritorno all’esaltazione di modelli teorici e operativi nazionalisti ( sovranismo o quant’altro), di riduzione dell’interesse complessivo, con l’attenzione rivolta solo alle vicende della cosiddetta “casa propria”, di estrema semplificazione dei messaggi della propaganda e di lettura degli eventi, onnubila  i cervelli cosa già tragicamente vista nella storia recente). Vieta di pensare in maniera attenta e toglie qualsiasi volontà di approfondimento, di pesare in maniera appropriata: “numeri”, fatti e luoghi.

In Italia (conosciamo  in maniera più appropriata le dinamiche in atto, ma c’è un filone comune che lega i paesi europei) è’ stato artificiosamente creato un modello di attenzione rivolto alla “sicurezza” personale mirato solamente ai pericoli ( furti, rapine, violenza alle persone……, complessivamente sono in calo) che in maniera esaltata  possono derivare dalla presenza di profughi e migranti. Una forsennata campagna di disinformazione, sottile e persuasiva, ben giostrata ed alimentata, pur in un quadro nominale di pluralità, come già avvenuto negli anni bui della dittatura, ha creato di nuovo il “nemico”.

Le persone profughe e migranti, spogliate dalle sembianze e dagli umori umani, sono state fatte diventare orripilanti “oggetti”, privi di sembianze umane, che devono essere discriminati, perseguiti e cacciati, distrutti. Questo “nemico” è la causa unica ed esclusiva di tutte le distorsioni sociali che attanagliano l’Italia. Tutto il resto non esiste più!

Infatti, è quasi svanito, rimosso, messo nelle ultime fila della discussione e della gestione politica,  l’oggettivo comune sentire sul concetto di sicurezza che riguarda tutta l’articolazione della vita quotidiana. Giusto per ricordarne alcuni di principali,  sul: mantenimento del posto di lavoro e le grandi difficoltà della precarizzazione ; salario e stipendio iniquo e insufficiente; utilizzo adeguato e soddisfacente dei servizi sociali, asili, scuole, sanità….;  integrità fisica nell’esplicitazione dell’attività lavorativa ( 13.000 morti negli ultimi dieci anni); stradale ( nel 2016, 3.283 vittime – entro il 30° giorno- e 249.175 feriti); alimentare, dato l’ampio uso di prodotti chimici nelle lavorazioni; inquinamenti velenosi che pervadono le nostre città e i territori, che determinano la morte di molte decine di migliaia di persone ogni anno; abitazione, negli ultimi anni sono  in forte crescita gli sfratti;  violenza sulle donne, femminicidi, stupri, persecuzioni, tutti in continuo aumento; penetrazione delle organizzazioni mafiose in tutte le aree territoriali nazionali con tutte le nefaste conseguenze sul piano economico e sociale.

 

Segmenti sociali e della struttura civile resistono, con grandi difficoltà, cercando di riportare all’analisi, all’impegno comune, alle lotte,  tutta la gamma delle sicurezze che, in particolare in maniera drammatica, riguardano i soggetti più esposti, a partire dai milioni di disoccupati e dei milioni di poveri.

Inoltre, sul piano interno, riguardo profughi e migranti l’attenzione è esclusivamente rivolta all’Italia.

Sulla cosiddetta “invasione”, il modo di comunicare di gran parte dei rappresentanti della politica e delle forze di governo, l’impostazione dei cosiddetti confronti, dei momenti di approfondimento televisivi, il modo di dare i notiziari, il tam-tam diventato dilagante, il metodo divulgativo generalizzato,  mettono al centro dell’attenzione gli eventi che riguardano il nostro paese. Come se  fosse solo l’Italia ad essere interessata della drammatica questione.

Di ciò che succede in Europa se ne parla in maniera del tutto sporadica, con un unico argomento all’attenzione: le quote dei profughi che dovrebbero essere trasferiti negli altri paesi europei.

Di ciò che succede nel “resto del mondo”,  l’attenzione ufficiale emerge, sottovoce, solamente il venti giugno, in ricorrenza della Giornata del Rifugiato – approvazione nel 1951 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Convenzione sullo statuto dei rifugiati -.

Quindi, la gran parte degli italiani ha acquisito la percezione che l’invasione riguarda solamente l’Italia! Con conseguente dirompente crescita dei rigurgiti razzisti di odio, forieri di nuove persecuzioni.

Vengono dileggiati i valori costituzionali e le normative internazionali basati sul riconoscimento del diritto di asilo, quindi l’accoglienza,  l’assistenza, l’applicazione dei diritti umanitari, il salvataggio a mare.

 

FUGGIASCHI NEL MONDO

 

 

68 milioni  i fuggiaschi :

Dai dati riferiti al 2017 emerge che 40 milioni, pari al 65%, sono spostamenti all’interno del proprio paese ( sfollati), 25 milioni i rifugiati,  3,1 milioni richiedenti asilo -. Un aumento di grande rilevanza si è verificato nell’ultimo ventennio. Infatti nel 1997 i fuggiaschi erano 33,9 milioni.

Per lo più sono fuggiti e si trovano allocati nelle parti povere del mondo.

paesi di maggiore provenienza – tutte aree di guerra – sono: Siria 6,3 milioni, Afghanistan 2, 6 m., Sud Sudan 2,4 m., Myanamar 1,2 m., Somalia 986.400, Sudan, Congo, Rep. Centroafricana, Eitrea, Burundi.

Paesi che accolgono più rifugiatiTurchia 3,5 milioni ( quasi 3 milioni provengono dalla Siria), Pakistan 1,4 m., Uganda 1,4 m., Libano 989.900, Iran 979.400, Germania 970.400, Bangladesch 932.200, Sudan 906.600, Giordania 685.000 ( 2016), Congo 452.000 ( 2016), Kenia 451.000 ( 2016),

I bambini e i ragazzi al di sotto dei 18 anni rappresentano il 51% del totale dei fuggiaschi.

E’ bene che tutte le “oche starnazzanti” sull’invasione, date il loro scarso patrimonio culturale e di conoscenza geografica, apprendano che sui paesi soprariportati, due stati  di piccole dimensioni hanno accolto moltissimi rifugiati: Libano e la Giordania.  Hanno rispettivamente 6 e 9,5 milioni di abitanti , con un PIL pro-capite di 7914 e 4087 dollari – Pil Italia 30927 dollari -, dati 2016.

Riguardo i rifugiati storici, 11,5 milioni,  la componente principale è rappresentata dai palestinesi, 5,3 milioni alla fine del 2016 ( il numero più grande è allocato in Egitto), poi gli afgani in Pakistan ( negli ultimi anni è iniziata la fase del ritorno).

Sugli sfollati interni ( dati del 2016) al primo posto delle disgrazie di trova la Colombia con 7,4 milioni di persone, poi la Siria con 6,3 milioni, Iraq 3,6 milioni, Congo 2,2 milioni, Sudan 2,2 m., Nigeria 2,2 m., Yemen 2 milioni, Sud Sudan 1,8 m., Ucraina 1,8 m., Afghanistan 1,8 m.

Sui richiedenti asilo ( 3,1 milioni nel 2017) –la situazione europea sarà affrontata nel dettaglio successivamente – , riguardo i Paesi riceventi richiesta, al primo posto c’è la Germania, poi Stati Uniti ( 262.000 richieste nel 2016, provenienti dal Messico e dall’America centrale), quindi Turchia, Francia, Italia,Grecia, Austria, Inghilterra, Sud Africa, Uganda.

richiedenti ( dati 2016, primi dieci paesi) provengono dalle seguenti realtà – la gran parte interessate da situazioni di guerra-:

Siria 347.000, Afghanistan 238.000, Iraq 135.000, Iran 61.000, Congo 60.000, Pakistan 58.000, Eritrea 57.000, Nigeria 56.000, El Salvador 43.000, Ucraina 39.000.

Gli apolidi ( senza cittadinanza/stato) rappresentano una consistenza molto significativa. Sono circa 3.2 milioni del totale delle persone considerate.

 

SITUAZIONE IN ITALIA

 

Richieste di asilo 2017

Tot. 130.139

Uomini                                    109.066

Donne                                        21.053

Di cui:

Minori non accompagnati        9782

Minori accompagnati                6527

 

ESITI:

RESPINTA                                46.992          58%

Umanitaria                              20.166

Rifugiati                                      6827

Sussidiaria                                  6880

Altri esiti                                       662

Totale esiti positivi               33.873           41%

          

TOTALE esaminati                 81527                                        

Nello stesso anno ( 2017) in Europa ( a 32 paesi) sono state esaminate un complessivo  di 973.415 richieste.

  • fonte Eurostat – Ufficio Statistico della Comunità Europea -.

Quindi le richieste esaminate in Italia rappresentano l’8,38% del totale europeo – 32 paesi –, compreso Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera.

Nel 2017 nell’Europa a 28 la popolazione ammontava a 511.522.000 .

In Italia i residenti sono 60.589.000,  corrispondente a l’11,84%.

Nel 2016 le richieste esaminate in Italia sono state 89.875, in Europa – 32 paesi – 1.106.405 (punta massima in assoluto). Di queste richieste complessive, nell’ UE-28,  672.000persone hanno avuto riconoscimento positivo in primo grado, pari al 60%366.000 status di rifugiato, 258.000 status di protezione sussidiaria, 48.000 autorizzazione a soggiorno per motivi umanitari.

Nel  2016 in Italia sono state concessi 36.666 riconoscimenti positivi per soggiornare.  Rigettate 54.254 richieste /  60%

Quindi due anni addietro, proprio quando si è toccata la punta massima degli arrivi di profughi in Italia, sul totale europeo degli status concessi la quantità riconosciuta nel nostro paese ammontava solo al 5,45%.

E’ QUESTA, A PARTIRE DAGLI ARRIVI, L’INVASIONE PROPAGANDATA?  

 

 

EUROPA

 

Nel dettaglio coma va la situazione in Europa?  Al di là delle chiacchere divulgate ampiamente in Italia  le fonti Eurostat sono molto illuminanti.

Nel periodo che va dal 2008 al 2017 nell’UE-32 sono state prese in esame un totale di 4.555.530 richieste, pari allo 0,89% della popolazione residente al 2017.

Complessivamente, nello stesso periodo, le domande avanzate nell’UE-32 sono state 5.740435, pari al’1.22% della popolazione residente al 2017.

Numeri grandi? Ebbene, nel contesto geografico europeo, tra i tanti stati, due “micro paesi” come il Libano e la Giordania hanno assorbito 1.675.000 rifugiati.

Nel 201in EU-32 le richieste di asilo e misure complementari concesse sono state 538.120. Così suddivisi:

  • Stato di rifugiato             271.630
  • Protezione sussidiaria    188.960
  • Protezione umanitaria      77.530
  • Rifugiati reinsediati            23.925

 

 

In rapporto ad ogni milione di abitante ( popolazione al’1 gennaio 2017), al primo posto c’è la Germania con 325.370 permessi concessi, 3945 per milione di abitanti –   82.521 milioni. di abitanti -, segue l’Austria con 33.925 permessi, 3865 per milione./ab. – 8,773 m. di abitanti -, al terzo posto la Svezia con 31.235, 3125 per milione/ab. – 9,995 m. di abitanti.

Dal quarto al sesto posto seguono: Lussemburgo con 1130,  1915 per milione/ab – 590.667 abitanti; Malta con 815, 1770 per milione di ab., 460.297 abitanti; Svizzera con 14.785, 1775 per milione/ab., 8,420 m.  abitanti.

Dal sesto al nono posto:  Belgio con 12.895, 1135 per milione/ ab., 11,351 m. di abitanti; Cipro, con 1300, 1110 per milione/ab.,  854.802 abitanti; Grecia con 12.015, 1115 per milione di ab., 10, 768 m. di abitanti;

Dal decimo al dodicesimo postoNorvegia con 5270, 1000 per milione di ab., 5,258 m. di abitanti;

Finlandia con 4255, 775 per milione/ab., 5,503 milione di abitanti; Liechtenstein con 25,  660 per milione/ab., 37.810 abitanti;

Dal tredicesimo al quindicesimo postoFrancia con 40.575, 605 per milione/ab., 66.989 m. di abitanti; ITALIA  con 35.130, 580 per milione di ab., 60,589 m. di abitanti;  Paesi Bassicon 9090, 530 per milione di ab., 17,82 m. di abitanti;

Dal sedicesimo al diciottesimo postoDanimarca con 2750, 480 per milione di ab., 5,749 m. di abitanti; Islanda con 125, 370 per milione di ab.,  338.349 abitanti; Bulgaria con 1705, 240 per milione di ab., 7,102 m. di abitanti;

Dal diciannovesimo al ventunesimo posto: Regno Unito ( Inghilterra) con 15.645, 240 per milione di ab., 65,809 m. di abitanti; Irlanda con 720, 150 per milione di ab., 4,784 m. di abitanti; Lettonia con 275, 140 per milione di ab., 1,950 m. di abitanti;

Dal ventiduesimo al ventiquattresimo posto:  Ungheria con 1290, 130 per milione di ab., 9,798 m. di abitanti; Lituania con 295, 105 per milione di ab., 2,848 m. di abitanti; Spagna con4700, 100 per milione di ab., 46,528 m. di abitanti;

Dal venticinquesimo al ventisettesimo posto; Slovenia con 150, 75 per milione di ab., 2,066 milioni di ab.; Estonia con 95, 70 per milione di ab., 1,316 m. di abitanti; Romania con1330, 70 per milione di ab., 19,644 m. di abitanti;

Dal ventottesimo al trentesimo posto: Portogallo con 500, 50 per milione di ab., 10,310 milioni di ab.; Croazia con 170, 40 per milione di abitanti, 4,154 milioni di ab.; Rep. Ceca con145, 15 per milione di ab., 10,579 m. di abitanti;

Dal trentunesimo al trentaduesimo posto: Polonia con 560, 15 per milione di ab., 37,973 m. di abitanti; Slovacchia con 60, 10 per milione di ab., 5,435 m. di abitanti.

Sul totale delle richieste presentate sono stati concessi 558.330 permessi.

La situazione è molto differenziata. La Germania rappresenta il 58% degli asili concessi nell’UE-32 – nel 2016 ,sono stati il 57% ( UE-28) -.

C’è, come ben visibile scorrendo l’elencazione, un consistente numero di paesi che, trincerati nei loro confini con una chiusura razzista di stampo medioevale, mantengono una posizione totalmente divergente dagli stati europei che sono il polmone principale dei fuggiaschi.

Per esempio nel 2016 Grecia, Irlanda, Polonia e Ungheria hanno avuto un tasso di rifiuto delle domande di primo grado di oltre il 75%.

E’ questa la contraddizione principale su cui si regge la Comunità Europea. In questa maniera,  a parte le questioni di gestione economica e finanziaria, vengono infranti i valori culturali fondamentali che hanno retto la costruzione della “nuova Europa” dopo la fine della seconda guerra mondiale, definiti appositamente per evitare il ritorno dei nefasti nazionalismi che nei primi 45 anni del novecento hanno flagellato il continente con oltre cento milioni di morti ed immani distruzioni.

Il rischio palese, già in corso in maniera avanzata, è la distruzione del concetto di Unione Europea, con il ritorno di tutti i fantasmi e i tragici pericoli del recente passato.

Infatti, non si vogliono adottare politiche comuni sull’accoglimento dei rifugiati, a partire da modelli condivisi di accoglienza e dai ricollocamenti. Come drammaticamente emerso ulteriormente nel vertice europeo di alcuni giorni addietro.

Da rilevare, inoltre, come ben noto da parecchi anni, che una quantità considerevole di  rifugiati approdati in Italia non intendono restare nel nostro paese. Dato i vincoli in atto, cercano nelle maniere più pericolose, foriere di morte,  di uscire verso gli altri Stati confinanti, per raggiungere altre mete.

RICHIESTE ASILO IN ITALIA 2018

Nel primo semestre del 2018 la situazione generale ha già avuto un cambiamento sostanziale.

In ITALIA il decremento sulla richiesta di asilo è stato notevolissimo:

  • Gennaio, 6874 persone ( 5700 uomini, 1174 donne; di cui 656 minori non accompagnati, 47 minori accompagnati).
  • Febbraio, 5942 (4797 uomini,1145 donne; di cui  598 minori non accompagnati, 20 minori accompagnati).
  • Marzo, 6100 (  4887 uomini, 1213 donne; di cui 572 minori non accompagnati, 18 minori accompagnati).
  • Aprile, 4525 ( 3556 uomini, 969 donne, 411 minori non accompagnati, 8 minori accompagnati).
  • Maggio, 5172 (  3997 uomini, 1175 donne; di cui  340 minori non accompagnati).

Totale 5 mesi: 28.613.  Media mese 5722.

Nel 2017 le richieste di asilo sono state 130.139. Media mese 10.844.

E’ interessante soffermarsi sulle decisioni assunte in Italia riguardo la richiesta di asilo nei primi 5 mesi del 2018 – complessive 40.123 -:

  • Gennaio, esaminate 6550, respinte 3950  60%
  • Febbraio, esaminate 6631, respinte 4099  62%
  • Marzo, esaminate 9843, respinte 6099  62%
  • Aprile , esaminate 8000, respinte 4781  60%
  • Maggio, esaminate 9099, respinte 5595  60%

 

Arrivi profughi via mare ( Mediterraneo) in Italia:

 

al 12 giugno 2018: 14.286

2017:  119.369

2018:  182.436

 

                                                          

Arrivi nel Mediterraneo:

 

al 12 giugno 2018:

Grecia:   12.065            2017:  29.718         2016: 173.450

Spagna     8.727            2017:  22.103         2016:      8.162

 

 

Profughi annegati nel Mediterraneo

 

al 12 giugno 2018: 784              2017: 3081                          2016: 5096

RICHIESTE DI ASILO NELL’UNIONE EUROPEA 2018:

 

  • Gennaio  53.175        –  2017: 61.528 –
  • Febbraio  45.908       –  2017: 58.946 –
  • Marzo      47.957        – 2017: 66.433 –
  • Aprile       49.716        – 2017: 49.966 –

Totale 4 mesi:   196.756         -tot. 4 mesi: 236.873                 differenza: – 40.117      -17%         

Rimane di approfondire l’aspetto dei “rimpatri” forzati. E’ bene lasciarlo ad altra occasione.

Un dato è certo. In Italia stiamo vivendo la fase più oscura dalla fine della guerra. Nel corso del 2017, con gli appositi accordi definiti, si era lasciata mano libera alla Libia, zona di guerra, priva dei requisiti basilari di libertà, solidarietà e assistenza. Un grande carcere per i profughi.

Ora, dalle decisioni governative assunte da Lega-5 Stelle, viene rimpolpato il ruolo della Libia e vietati gli sbarchi in Italia da parte delle navi delle ONG – attori principali dei salvataggi a mare -, con tutte le traversie per i profughi già determinatosi.

I morti in mare si sono intensificati.

 

Se non ora quando? La dimostrazione dello sdegno da parte di quegli italiani, sono tanti, che mantengono alto nel cuore e nella mente la difesa dei valori prioritari della Costituzione, della memoria sugli eventi fondativi della nostra libertà e sulle decine milioni di italiani che nel corso degli ultimi 150 anni sono stati costretti a fuggire migranti dal proprio paese nativo.  

n.b.    fonti di informazione di riferimento: UNCHR, EUROSTAT, Ministero Interno

 

Domenico Stimolo

ANPI SICILIA: Le strutture sanitarie pubbliche catanesi non sono luoghi di bivacco degli estremisti di destra

A.N.P.I.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

COORDINAMENTO REGIONALE SICILIA

 L’ ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia –  Sicilia stigmatizza in maniera totale l’iniziativa assunta dall’organizzazione di estrema destra “ Casa Pound” rivolta a stazionare nelle ore notturne, in forma di “presidio”, a fianco di  alcune pubbliche strutture sanitarie del catanese, sostengono “ a tutela dei medici”: le guardi mediche di Trecastagni Gravina di Catania. Nei prossimi giorni vorrebbero estendere la loro presenza nei pronto soccorso di due importanti ospedali di Catania.

E’ questo un atto di irrisione degli organismi preposti al mantenimento della sicurezza,  si violano tutte le regole di discrezione e di tutela della vita personale e privata dei cittadini, si infrangono altresì le leggi fondamentali di legalità in vigore nel nostro Paese che, tra l’altro, prevedono in maniera vincolante specifiche normative sulle modalità di attuazione della vigilanza nei luoghi pubblici e privati, con l’uso di personale specializzato e la preventiva concessione di apposite licenze da parte delle prefetture.

Pertanto, poiché suddetti “presidi” sono totalmente illegali, richiediamo l’intervento immediato degli organismi giudiziari e di mantenimento dell’ordine pubblico al fine di rimuovere con immediatezza i bivacchi che nelle ore notturne sono praticati a ridosso di tutti i luoghi sanitari della provincia di Catania.

Invitiamo il Ministro della Salute Giulia Grillo –residente a Catania – ad avviare con grande urgenza le iniziative necessarie per ripristinate la legalità d’uso nelle strutture sanitarie del catanese.

Esprimiamo infine vivo sostegno al giornalista Riccardo Orioles – direttore de “ I Siciliani giovani”- che nei giorni scorsi ha presentato un esposto alla Procura di Catania.

Con preghiera di pubblicazione

Ottavio Terranova  – Vice Presidente Nazionale Anpi, Coordinatore Anpi Sicilia

Palermo 23 giugno 2018

Palermo, capitale dei Fasci Siciliani, Città Italiana della Cultura 2018

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Piazza Magione 16 giugno 2018 ore 18,00

Palermo città italiana della Cultura 2018

 

Un breve saluto pronunziato da Angelo Ficarra, al termine della processione laica partita da Piazza Pretoria per piazza Bellini, discesa dei Giudici, piazza Sant’Anna, piazza Croce dei Vespri, piazza Rivoluzione per arrivare infine nella grande piazza della Magione.

 

Ringrazio Manifesta, organizzatrice di questa manifestazione – incontro, per avere invitato l’ANPI Palermo Comandante Barbato a pronunziare poche parole di benvenuto a tutti voi in questo che è uno dei momenti di celebrazione di Palermo città italiana della Cultura 2018 .

Benvenuti nella città dell’accoglienza che ha voluto proclamare il suo statuto storico di città antifascista, conferendo la cittadinanza onoraria di Palermo alla Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Carla Nespolo proprio l’8 marzo di quest’anno.

L’ANPI Palermo, insieme alle ANPI siciliane, è in questi anni impegnata in un grosso progetto di ricerca e di recupero della memoria di eventi che hanno segnato profondamente la storia di Palermo e della Sicilia.

Mi riferisco precisamente al Movimento dei Fasci dei Lavoratori siciliani e alla partecipazione dei meridionali ed in particolare dei siciliani alla Resistenza e alla lotta della Liberazione.

Del Movimento dei Fasci la Frankfurter Allgemeine scrisse che era il primo grande movimento di Lavoratori in Italia e il più grande in Europa dopo la Comune di Parigi alla fine dell’Ottocento. Si distinse per la grande appassionata partecipazione delle donne oltre che per la grande apertura sociale e culturale nella direzione soprattutto della difesa della dignità umana e dell’accoglienza.

Di questo grande Movimento cancellato nel sangue da Crispi, non c’è memoria.

In modo analogo è stata cancellata la partecipazione siciliana alla lotta di Liberazione. Era necessario bloccare il “vento del Nord”. Per questo anche per la mancata defascistizzazione dello Stato, è passata la vulgata che essendo la Sicilia stata liberata dagli anglo americani non c’entrava la Resistenza.

Pensate che a liberare Torino e il Piemonte il primo gruppo di Partigiani è quello piemontese; il secondo è quello siciliano.

Per entrambi gli eventi si tratta di Storia negata.repressa nel sangue: Portella della Ginestra e una scia di sangue di partigiani e di sindacalisti assassinati.

E’ una memoria che cominciamo a recuperare con tanti anni di ritardo. E’ per questo che ci rivolgiamo pieni di fiducia e di aspettative al nuovo Presidente dell’Istituto Parri Prof. Pezzino coordinatore degli Istituti storici della Resistenza perché ci si rivolga finalmente con nuova attenzione a questa parte della storia fuori da ogni stereotipo e da ogni pregiudizio.

Per questo al termine di questo saluto distribuiremo una cartolina che riproduce una tela ad olio di tre metri per due del pittore veneto Lorenzo Zampirollo sui Fasci Siciliani con l’augurio e la speranza che ritorni a Palermo perché Palermo è stata la capitale dei Fasci Siciliani.

Consentitemi per tutto questo di rivolgere un particolare ringraziamento in onore e gloria dei tanti caduti nelle lotte contro la barbarie della schiavitù, per la libertà e per la dignità umana.

Per i tanti dimenticati nelle galere dei potenti di turno per soffocare il loro urlo per la verità che non abbiamo saputo raccogliere. Ai tanti, donne e uomini, che hanno testimoniato fino alla morte sul pianoro di Portella della Ginestra per il riscatto della condizione umana.

Condannati ad essere cancellati dalla Storia. Condannati perché hanno osato alzare la testa, hanno osato dire di no e perciò eretici. Diversi milioni di siciliani costretti ad emigrare in entrambi gli eventi.

Rimossi per più facilmente accreditare la vulgata, lo stereotipo con cui hanno diffuso la menzogna che gli ha consentito di costruire il loro potere.

Una umanità infinita di perseguitati, di confinati, diseredati, di emigrati morti di fame e di freddo nei lager o a Marcinelle.

Di bruciati vivi nei forni crematori, o sul posto di lavoro dalle donne della fabbrica americana, agli operai della Tyssen Group, di annegati nell’indifferenza ai piedi delle mura di Gerico o sugli scogli di Lampedusa perché diversi passando per il baratro della ragione delle camere a gas della follia fascista e nazista.

Non gridano vendetta ma vogliono memoria per svelare la Storia

Angelo Ficarra

VicePresidente Anpi Palermo

Una partigiana di 91 anni eletta consigliere comunale in Sicilia

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“Un’umile categoria di donne, / umile ma gloriosa / come soleva dir Tindaro La Rosa. / La piana di Milazzo, / un tempo verde e profumata / da bianchi fiorellini, i gelsomini, / nascondeva tra i filari / donne e bambini / che con sacrificio e tanto sudore / rubavano al riposo della notte /tante ore: / dai vecchi casolari / uscivano braccianti e contadine, / donne coraggiose e bisognose / di miglior salari e vita regolari; /…”

E’ questa una delle poesie contenute nel libro “ Il senso sognante della vita” scritto da Eliana Giorli La Rosa, edito nel dicembre 2016 da “ Lombardo Edizioni” – presentato a Milazzo ( Me) -, dove si racchiude il “senso” della sua lunga e combattiva vita, dedita sempre alla lotta per la libertà e il riscatto degli ultimi e delle donne. Raccolta di “poesie civili”, curata da Graziella Giorgianni.

La notizia, certamente sensazionale, è determinata dal fatto che Eliana Giorli La Rosa all’età di novantuno anni è stata eletta, domenica scorsa,consigliere comunale a Monforte San Giorgio – provincia di Messina -, con 51 voti di preferenza. Un paese di 2733 abitanti, sito a 260 metri di altezza, ai piedi dei monti Peloritani.

La sua, parimenti a tant’altre donne nate e forgiatosi nel corso del Novecento durante la fase più tragica del nostro recente comune percorso: gli anni terribili della guerra e della dittatura fascista, è la storia di Chi non è mai arresa alle sopraffazioni e alle violenze. Mai doma, è sempre stata in prima fila nelle lotte, prima per la Liberazione d’Italia dal nazifascismo, poi nelle battaglie sindacali, quella più dure, a fianco dei contadini,  dei braccianti, delle donne lavoratrici.

Nata Poggibonsi ( Siena)  il 6 ottobre 1926, durante la Resistenza, nella lotta contro il nazifascismo, fu staffetta partigiana e componente del Gruppo di Difesa delle Donne. Agli inizi degli anni 50 da parte del Pci, partito dove militava, fu inviata a Milazzo a sostegno della struttura politica locale. Incontra Tindaro La Rosa, avvocato, dirigente del Pci, successivamente vicesindaco di Milazzo.  Poco tempo dopo ne diventa la moglie. Il marito è impegnato direttamente nella guida delle lotte contadine dell’area del milazzese, in una fase storica caratterizzata dallo sfruttamento più brutale e dalle miserissime condizioni di vita dei lavoratori in agricoltura.

Eliana Giorli in particolare per tanti anni fu organizzatrice, assieme al marito, delle lotte delle gelsominaie. Già dagli anni 30 del novecento la piana del milazzese era caratterizzata da enormi distese di gelsomini. Per vari decenni lavorarono oltre duemila donne. Poi, alla fine degli anni 70, l’attività si concluse; nel frattempo era stata costruita la grande raffineria chimica a ridosso di Milazzo.

Fu quello delle gelsominaie un’attività –  esclusivamente di donne, dato le dimensioni delle mani – caratterizzata da condizioni lavorative di grandissimo disagio e sfruttamento. Molte volte venivano utilizzate ragazzine. Il gelsomino rappresentava la materia prima per la produzione di moltiprofumi, in particolare era molto consistente l’esportazione in Francia.

Il lavoro si svolgeva nel periodo estivo e autunnale. Spesso le donne si portavano i bambini nei campi di raccolta, dentro delle ceste. Per il mantenimento della fragranza e dell’interezza dei gelsomini si iniziava nel cuore della notte, a partire dalle due, si restava in attività fino a quando il sole non iniziava a diventare caldo. Venivano ingaggiate dai “caporali” nei luoghi di riferimento. Lavoravano scalze, sempre curve, immerse negli acquitrini e nell’umidità. Le lavoratrici venivano pagate in funzione del peso raccolto, l’unità di base era il kilogrammo.

Poi,  a partire dal 1946, si ruppe il silenzio, i ricatti, lo schiavismo. Iniziarono le rivendicazioni e intense lotte sindacali con molti scioperi. Durarono diversi anni, arrivarono anche le repressioni. Fu in questa fase che iniziò il diretto impegno operativo organizzativo, sui campi di raccolta e nelle case, di Eliana Giorli. Molte donne divennero volano di riferimento nell’aggregazione collettiva. Si conquistarono migliori condizioni di lavoro e di salario. Rivendicarono, ottenendole, stivali, grembiuli, cesoie, paghe più alte, abbassamento dell’orario lavorativo, riconoscimento dei contributi previdenziali, diritto alla disoccupazione.

Nel 2016 da parte del Comune di Milazzo è stata insignita di benemerenza civile.

Auguri cara partigiana, per un ottimo impegno  sociale e democratico dallo scanno comunale.

Intervista a Eliana Giorli a cura di Rainews:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/Sicilia-nonna-Eliana-ex-partigiana-eletta-in-consiglio-b078013b-1ffd-406e-b945-1db32ccb39d0.html

  • L’articolo di Franca Sinagra Brisca sul libro di poesie della partigiana Eliana Giorli “ Il senso sognante della vita”:

http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1456062576.htm

 

domenico stimolo ( per Lettera di Memoria e Libertà)

Anche se la Sindaca di Roma ha bloccato Via Almirante, resta un vulnus. Non si gioca a carte a con la Resistenza

15 Giugno 2018

La Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, intervistata dall’ANSA

(ANSA) – ROMA, 15 GIU – “Il voto di ieri in Campidoglio è vergognoso e inqualificabile. Avviene nel ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali firmate anche da Almirante, responsabile mai pentito. Anche se la sindaca Raggi ha annunciato che non ci sarà nessuna via a lui dedicata, resta un vulnus nei confronti di Roma medaglia d’oro alla Resistenza e dei romani. Non si gioca a carte con i valori della Resistenza”. Così la presidente dell’Anpi, Carla Nespolo commenta il voto di ieri in consiglio comunale. “Non si può partecipare alle manifestazioni dell’Anpi, dire che verranno cambiati i nomi delle vie dedicate a scienziati che hanno redatto il Manifesto della razza e poi avere un voto del genere in consiglio comunale – spiega – non si può governare in modo così superficiale”. (ANSA).

Linguaglossa, Piazza intitolata a Nunzio Di Francesco

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A seguito della decisione assunta ad unanimità dal Consiglio comunale di Linguaglossa, giorno 7 giugno è stata inaugurata la piazza dedicata a NUNZIO DI FRANCESCO.

Nunzio di Francesco nato a Linguaglossa il 3 febbraio 1924 è morto a Catania, ottantasettenne, il 21 luglio 2011.

 Partigiano in Piemonte ( nome di battaglia “ Athos”) nella Lotta di Liberazione, deportato sopravvissuto al lager di Mauthausen, già presidente dell’Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – di Catania, già componente del Consiglio Nazionale dell’Aned  – Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti -.

Per molti decenni riportò agli studenti in moltissime scuole siciliane la sua testimonianza di partigiano e deportato, illustrando le ragioni della scelta fatta da tanti giovani italiani, uomini e donne, nella lotta contro il nazifascismo, per la riconquista della libertà e della giustizia sociale.

A quasi sette anni dalla sua scomparsa la partecipazione a questa iniziativa indetta dal Comune di Linguaglossa è un’importante occasione per commemorarlo e ricordarlo.

 

d.s.

 

In Italia ritorneremo alle leggi razziali, come nel 1938?


 

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In Italia ritorneremo alle leggi razziali, come nel 1938?

  • “sostegno per servizi di asilo nido in forma gratuita a favore delle famiglie italiane”
  • “programmazione di  500.000 espulsioni di migranti irregolari”
  • “chiusura di tutti i campi nomadi irregolari”

 

Così si legge nel programma politico dell’alleanza di Governo Lega- 5 Stelle:

 

  • Punto 18. POLITICHE PER LA FAMIGLIA E NATALITÀ

“ È necessario rifinanziare gli Enti Locali dando priorità al welfare familiare (come ad esempio il sostegno per servizi di asilo nido in forma gratuita afavore delle famiglie italiane……….”.

 

Sembra proprio la vendetta a freddo sulla proposta di legge “Ius soli” – Riforma dei diritti di cittadinanza – che, purtroppo, vilmente, senza rispetto per i tantissimi cittadini che avevano firmato la proposta, dopo svariati anni  di immersione nel “cantiere legislativo”, fu definitivamente abbandonata dalla precedente maggioranza governativa,  senza discussione e voto.

Il progetto, chiaramente discriminatorio, è volutamente finalizzato a creare “gabbie” ai bambini che non hanno la cittadinanza italiana. Si vogliono strutturalmente emarginare e penalizzare le tante famiglie di cittadini non italiani che sono presenti in Italia. La gran maggioranza di queste, inserite nel tessuto sociale, lavorano e pagano regolarmente tasse e contributi vari, compreso le strutture locali che gestiscono gli asili. L’intento è particolarmente odioso in quanto rivolto contro i bambini.

In questa maniera si diverge sostanzialmente dall’art. 3 della nostra Costituzione “ tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza discriminazione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

 

  • Punto 23,  CAMPI NOMADI

“ Il dilagare dei campi nomadi, negli ultimi anni, l’aumento esponenziale di reati commessi dai loro abitanti e le pessime condizioni igienico-sanitarie a cui sono sottoposti ha reso tale fenomeno un grave problema sociale con manifestazioni esasperate soprattutto nelle periferie urbane coinvolte.

Ad oggi circa 40 mila Rom vivono nei campi nomadi e il 60 per cento sono minori.

Sono pertanto necessarie le seguenti azioni: chiusura di tutti i campi nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale. In ogni caso, proponiamo di intervenire per il pieno superamento dei campi Rom in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea”.

Chiudere, per fare cosa? A questa elementare domanda nel testo Lega-5 Stelle non c’è nessun accenno di risposta. Poiché non sono previstesistemazioni alternative, la qual cosa dovrebbe essere elementarmente scontata ( le normative europee prevedono adeguate sistemazioni abitative), si può facilmente immaginare che l’applicazione di questa “scrittura” porti o alla “dispersione nel territorio”, con tutte le conseguenze negative del caso a partire dai diretti interessati,  o alle espulsioni di massa dall’Italia.

Dato il “sentimento” che regge il testo è semplice supporre che l’azione possa nominalmente  mirare  alle espulsione di massa.

Queste, però, sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Trattato di Nizza il 7 dicembre 2000)  e dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ( firmato a Roma il 4 novembre 1950).

Infatti,  i cittadini dell’Unione europea  sono liberi di circolare e soggiornare. I Rom ( chiamati erroneamente nomadi), sono di fatto cittadini europei, compreso quelli, a maggior ragione, che di fatto sono italiani in virtù delle normative vigenti. L’allontanamento o l’espulsione può essere assunta solo nei riguardi di singole persone.

Retorica, propaganda, decisionismo autoritario?  Aspettiamo a ansiosi le ulteriori notizie del corso d’opera.       

 

  • Punto13  IMMIGRAZIONE: RIMPATRI E STOP AL BUSINESS

“…………Occorre prevedere, contestualmente, l’individuazione di sedi di permanenza temporanea finalizzate al rimpatrio, con almeno una sede per ogni regione, previo accordo con la Regione medesima, e con una capienza sufficiente per tutti gli immigrati irregolari, presenti e rintracciati

sul territorio nazionale, garantendo la tutela dei diritti umani.

Ad oggi sarebbero circa 500 mila i migranti irregolari presenti sul nostro territorio e, pertanto, una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria.

Ai fini dell’espletamento delle procedure e dell’effettivo rimpatrio, il trattenimento deve essere disposto per tutto il periodo necessario ad assicurare che l’allontanamento sia eseguito in un tempo massimo complessivo di diciotto mesi, in armonia con le disposizioni comunitarie……….”

La parola magica utilizzata nel testo è “rimpatrio”, cioè “tornare in patria”. A leggere sui vari dizionari in auge in Italia, alla parola Patria si associa un territorio abitato da un popolo che “sente” come valore fondamentale l’appartenenza, per nascita, lingua, storia, tradizioni, cultura e coesione.

Come ben noto i dizionari non hanno l’obbligo di rivedere in maniera strutturale  i significati delle parole in proporzione alla scala del tempo.

Se banalmente si dovessero prendere in considerazione i giganteschi processi di emigrazione – per guerre, fame, voglia di cambiamento, di libertà, di libera circolazione degli umani come già codificato per le merci – che hanno caratterizzato la storia di tutti i continenti  della nostra Gaia Terra negli ultimi 150 anni, con centinaia di milioni di persone che si sono spostate dal suolo natio, il concetto di Patria muta radicalmente. La Patria è dove si vive! Dove si costruisce il percorso di vita, si generano i figli, si intrecciano relazioni sociali, si contribuisce alla crescita comune e all’evoluzione civile e democratica. Integrandosi, quindi, per lingua, cultura, storia, mantenendo anche le proprie tradizioni in una veste modificata, nel rispetto delle leggi vigenti. A maggior ragione, se si viene comandati ad andare in guerra, pur essendo “diversi”, come avvenuto con grandi proporzioni di coinvolgimento di popolazioni nell’emisfero occidentale nel corso degli ultimi due eventi mondiali.

Restando solo negli ultimi 500 anni di storia,  se guardiamo solamente al  “nuovo continente”, le Americhe del sud e del nord, che per il volere delle potenze colonialiste, dopo lo sterminio dei popoli indigeni, sono state ampiamente “ripopolate” da decine di milioni di umani, uomini, dome e bambini, in condizioni di schiavitù, dopo essere stati rapiti dai loro luoghi nativi in Africa.

Un filone di pensiero, libertario e di sinistra prima, forte e partecipativo, democratico nella maniera più complessiva dopo l’avvenuta sconfitta del nazifascismo, ha provveduto a rimodulare in maniera sostanziale il significato del termine Patria.

Nel corso degli ultimi due secoli grandi movimenti popolari, sociali e politici, con molti uomini e donne che dedicarono la vita, si sono mossi per ridefinire operativamente il concetto di Patria.  In Europa, in particolar modo, sulla bilancia della storia e nella formazioni delle coscienze ( sottoposta sempre alle pressioni delle mutazioni) pesano in maniera gigantesca i cento e più milioni di morti e mutilati sacrificati “sull’altare” della prima e seconda guerra mondiale. L’immane catastrofe fu determinata dall’esaltazione del concetto di Patria,  la superiorità rispetto al confinante, quindi della “razza”, gli “eletti” che dovevano asservire con la forza gli “inferiori”.

In testa i manovratori, avvelenatori delle coscienze popolari, per fare prevalere gli interessi economici e finanziari da essi rappresentati.

La Patria fu identificata con la realizzazione operativa del nazionalismoIl male supremo che ha avvelenato l’Europa, giusto per restare nel nostro contesto geografico. Verbo trainante del pensiero politico ed ideologico delle destre. Ora il morbo  nefasto è di nuovo riemerso dal fondo della palude melmose. Alligna in molti Paesi. L’Italia né diventato esempio assoluto.  

“Irregolari” sono definiti gli Esseri Umani che approdati in Italia ( o in Europa), provenienti da situazioni drammatiche caratterizzate da guerre, lancinante miseria, devastazioni ambientali, contesti liberticidi, hanno perso per vicissitudini varie – essenzialmente di natura gestionale -, nella stragrandissima maggioranza, il riconoscimento della Protezione Umanitaria o del Diritto di Asilo/Permesso di Soggiorno.  Questi moderni “Lor Signori” li hanno quantificati in 500.000 persone.  Per molti è bastato perdere il lavoro regolamentare, come successo a molte persone di cittadinanza italiana, per cadere, loro e le famiglie, nell’inferno dell’ “irregolarità”.

Quindi, stante il programma di governo Lega -5 Stelle, sono tutti da espellere. Sono sparsi in tutti i comuni della penisola. Come si fa ad individuarli selettivamente, a metterli assieme, pronti per il “rimpatrio”? In quanto tempo, con quali metodi? Vogliono adottare rastrellamenti di massa?

Ma, i paesi nativi, sono pronti a riceverli? Le persone coinvolte, extracomunitarie, appartengono ad alcune decine di nazionalità. Gli accordi che ad ora sono stati stipulati, nel corso di tanti anni, si possono contare sulle dita di una mano.

In attesa delle definizione di questi ipotetici accordi che, dato il contesto generale dei rapporti internazionali non verranno mai, dove vorranno tenerli?  Vorrebbero realizzare “ sedi di permanenza temporanea finalizzate al rimpatrio, con almeno una sede per ogni regione. Sarebbero luoghi di detenzione veri e propri, di lunga durata, in attesa di una soluzione che mai verrà!

Si prefigura una situazione di gravissimo allarme democratico, umanitario, di coesione con le norme costituzionali.

Stante i propositi di questi Lor Signori, riguardo le tre “voci” evidenziate: espulsioni irregolari, chiusura campi Rom, non accesso alla gratuità degli asili nidi, complessivamente sarebbero oltre 700.000 gli Esseri Umani coinvolti e fortemente discriminati.

Quando nel 1938 da parte del regima fascista furono varate le leggi razziali avendo come epicentro i cittadini di religione ebraica gli “interessati” residenti in Italia  superavano di poco le 47.000 unità. Quelle leggi riguardavano anche le persone di altre provenienze, i cosiddetti “negri”, che essenzialmente vivevano nelle cosiddette colonie italiane in Africa.

Siamo ancora di fronte ad un progetto,  a data odierna ( 19 maggio) non si è ancora costituito un Governo che dovrebbe rendere operativo le “inventive” di merito. Anche se ormai pare che i “giochi” siano fatti.

Serve un grande scatto di orgoglio civile e democratico, per uscire dal grande sterile torpore che da dopo le elezioni del 4 marzo contraddistingue i cittadini che hanno a cuore le regole costituzionali, i principi umanitari, i dettami internazionali di solidarietà, di uguaglianza, di antirazzismo tra gli Esseri Umani.

Questi propositi devono essere respinti con grande convincimento e fermezza operativa. Le organizzazioni sociali e religiose, partiti, sindacati,l’associazionismo civile, che hanno a cuore le fondamenta democratiche del nostro Paese, devono con grande urgenza uscire dalla palude del silenzio, ponendosi alla testa di un grande fronte popolare ( è questo il giusto termine), forte, motivato, coinvolgente e pacifico, che abbia l’inderogabile obiettivo di mantenere i requisiti universali che caratterizzano uno stato democratico e i principi sostanziali di convivenza, di solidarietà e di rispetto nei riguardi dei cittadini di tutte le provenienze. Per sconfiggere i vecchi e i nuovi fascismi sempre più ringalluzziti che mirano alla formazione di una cosiddetta “terza repubblica”,  mirata a cancellare la memoria storica del nostro Paese costituita dal nerbo portante della Resistenza contro tutte le forme di oppressioni.

di Domenico Stimolo