Appello di docenti ed educatori per lo ius soli e lo ius culturae

Appello di docenti ed educatori per lo ius soli e lo ius culturae*

Noi insegnanti guardiamo negli occhi tutti i giorni gli oltre 800.000 bambini e ragazzi figli di immigrati che, pur frequentando le scuole con i compagni italiani, non sono cittadini come loro. Se nati qui, dovranno attendere fino a 18 anni senza nemmeno avere la certezza di diventarci, se arrivati qui da piccoli (e sono poco meno della metà) non avranno attualmente la possibilità di godere di uguali diritti nel nostro paese. Continua a leggere

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NO al corteo di “ Forza Nuova” a Catania

Il Coordinamento Regionale ANPI Sicilia esprime assoluta contrarietà all’iniziativa indetta a Catania giorno 23 settembre da parte dell’organizzazione politica di stampo fascista denominata “Forza Nuova”, con un corteo che dovrebbe interessare le principali strade cittadine e propagandato con il titolo “ No Ius soli e stop all’immigrazione”.
Rigettiamo tutte le forme di subdola propagazione di odio e di perversa identificazione del “nemico da estirpare” nei riguardi di Persone, donne, uomini e bambini fuggenti da guerre, carestie e disastri ambientali e che a pieno titolo fanno parte delle componenti costituenti il Genere Umano, senza differenziazioni, discriminazioni e persecuzioni. Hanno pieno diritto al rispetto civile e democratico, all’accoglienza e alla solidarietà, così come sancito nelle regole generali dai fondamentali principi della nostra Costituzione.
Nel nostro recente passato in Italia e in Europa abbiamo già drammaticamente conosciuto le tragiche, violente e spietate pratiche razziste operate dalle dittature nazifasciste che, con la perversa esaltazione dell’ egida della “razza eletta”, hanno determinato la guerra e lo sterminio di tutte le “diversità” umane proclamate dalle loro ideologie. Libertà, democrazia e diritti umani conquistati con la partecipazione e il sacrificio della gran parte delle popolazioni italiane e europee.
La proposta di legge sui Diritti di Cittadinanza, lo “ius soli temperato”, già approvato dalla Camera dei Deputati e attualmente ferma in Senato, rappresenta un requisito assolutamente prioritario da inserire nelle attività gestionali della nostra democrazia. I giovani figli dei migranti, che hanno le condizioni previste dal dispositivo legislativo, devono uscire dalle infami condizioni di rigetto ufficiale, di “clandestinità” di fatto, acquisendo i normali diritti di cittadinanza.
Invitiamo le forze democratiche, politiche, sociali e associative, ad assumere tutte le urgenti e necessarie prese di posizione di rifiuto dell’iniziativa.
Invitiamo altresì le strutture istituzionali a non concedere le autorizzazioni per l’effettuazione del corteo.

 

Il Coordinatore Regionale ANPI Sicilia
Ottavio Terranova

Palermo, 18 settembre 2017

Catania, 16 settembre: CORTEO orgoglioso antifascismo

SABATO 16 settembre ore 18

Porto di Catania (ingresso via Dusmet)

CORTEO ORGOGLIOSO ANTIRAZZISMO

Da alcuni anni assistiamo ad una martellante campagna politica e culturale, amplificata irresponsabilmente dai media, contro le migrazioni ed i migranti e la sensazione è che si sia aperta una pericolosissima breccia nella coscienza collettiva di questa città, di questo paese. Una campagna molte volte basata su bugie, su false notizie, su sparate ad effetto, il tutto mirato ad alimentare il fuoco dell’allarmismo, della paura, dell’intolleranza. Proprio noi siciliane e siciliani, straordinario popolo frutto della miscellanea di genti europee, asiatiche, africane dobbiamo prenderci la responsabilità di dire basta, di fermare questa ondata di razzismo e xenofobia che rovescia tutto, finanche il trasformare le organizzazioni delle navi umanitarie che si adoperano per la salvezza delle persone in una sorta di nemico, mentre aumentano i sostenitori di chi si fa portavoce di progetti che teorizzano una sorta di battaglia navale nel Mediterraneo contro profughi e migranti finanziando ed armando la guardia costiera libica per impedire le partenze. Dobbiamo riprenderci l’orgoglio. L’orgoglio del popolo siciliano solidale e accogliente, l’orgoglio antirazzista che fa della mescolanza di razze motivo di vanto, storia d’umanità, valore indispensabile da consegnare alle future generazioni. E’ giunto il momento di smettere di restare in silenzio. Sentiamo di avere degli obblighi che derivano da centinaia di anni di conquiste di libertà ed uguaglianza, che ci impongono di manifestare la nostra ferma opposizione ad un processo che invece vorrebbe trasformarci in una società in preda alla paura, all’individualismo, all’indifferenza. Quello che vediamo e di cui dovremmo parlare è il costante e progressivo peggioramento delle condizioni di vita di fasce sempre più consistenti della popolazione, in modo assolutamente trasversale al luogo in cui si è nati. Da questa prospettiva, il nemico cessa di essere l’altro povero, nero o bianco che sia, permettendo di mettere a fuoco i reali responsabili: i gruppi di potere economico e politico, le banche e gli speculatori, che nella crisi continuano ad accumulare ricchezza, aumentando le spese militari e le politiche di guerra, mettendo gli impoveriti gli uni contro gli altri, distogliendo l’attenzione dal reale obiettivo di una lotta per migliorare le nostre condizioni, di tutti, nessuno escluso. Sappiamo bene che la crisi che ci attanaglia rende difficile affrontare dinamiche così complicate, ma dobbiamo farlo iniziando a costruire dal basso e con le lotte un altro mondo possibile. Niente “buonismo” quindi, come qualcuno liquida la solidarietà, ma invece la voglia di continuare a battersi per conservare tutte le conquiste di civiltà raggiunte con fatica ed attorno alle quali siamo cresciuti come individui e come comunità. Per questo motivo sentiamo l’esigenza di manifestare, di renderci visibili alla città e di difendere i valori della solidarietà e dell’accoglienza. Per questo invitiamo tutte e tutti ad una grande Manifestazione Antirazzista il prossimo 16 settembre, un corteo di genti che simbolicamente partirà dal porto di Catania e che dica ad alta voce chi sono i responsabili di una povertà diffusa, che parli a chi oggi erroneamente crede che la guerra ai poveri e tra poveri sia l’unica via d’uscita dalla crisi. Per tutto questo, per Restare Umani, solidali, guardiamo al futuro senza paure, orgogliosamente antirazziste e antirazzisti.

Comitato 16settembreOrgogliosoAntirazzismo

Info-adesioni: catanianofrontex AT gmail.com

https://www.facebook.com/Verso-il-16-settembre-147422932479247/

E’ morto a Catania Gabriele Centineo. Giovedì mattina i funerali laici

Dopo una lunga e combattiva attraversata del percorso umano, sempre in testa a mille battaglie per il riscatto sociale delle lavoratricidei lavoratori, senza avere mai abiurato ai valoricollettivi e
partecipativi contro lo sfruttamento e per il riscatto della dignità umana promossi dagli ideali del comunismo, dopo lunghe sofferenze, nel corso della mattinata del 5 settembre è morto *Gabriele Centineo*, a settantacinque anni.

Integerrimo compagno catanese, ex docente di chimica nell’Ateneo di Catania, di esemplare umiltà e generosità umana, di grandi conoscenze e capacità intellettuale. Impegnato da molti decenni, a Catania e tutta la Sicilia, fin dagli inizi degli anni sessanta, in particolare nell’ ambito dell’organizzazione politica della nuova sinistra, Pdiup, Democrazia Proletaria, Rifondazione Comunista, e sul piano sindacale nella Cgil. Attualmente segretario provinciale di R.C. e componente del Comitato Provinciale dell’ANPI.

In una lunga fase dove è sembrato che “tutto fosse perduto”, continuamente alla ricerca, nelle analisi e nell’operatività,di nuove strade per mantenere alta l’attenzione verso gli sfruttati.

Sempre in prima fila in difesa dei valori costituzionali,
dell’antifascismo, contro tutte le forme di razzismo.

*I funerali laici si svolgeranno giovedì 7 settembre alle ore 10.00 presso la Camera del Lavoro di Catania – Via Crociferi 40. *

(d.s.)

ANPI news 255

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

APPUNTAMENTI

► ”LA GALASSIA NERA”: il 6 settembre alle 21, presso il Campovolo – Reggio Emilia – nell’ambito della Festa provinciale del PD, incontro pubblico sul contrasto ai neofascismi. Interverrà, tra gli altri, il Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia

ARGOMENTI

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

► Un rientro doloroso (ricordo di Luciano Guerzoni)

► Un’estate turbolenta

► Fra pochi giorni ricorrerà l’anniversario dell’8 settembre

ANPINEWS n.255.pdf

La mafia e lo Stato

Lo-Stato-e-la-mafia1

 

Poche settimane fa il Procuratore Nazionale Antimafia nella sua relazione annuale sulla criminalità organizzata e sul terrorismo  ha puntualizzato alcuni aspetti che in pochi hanno letto e in pochissimi hanno visto in tv e nei telegiornali.

A tal proposito, come presidente dell’Osservatorio Regionale Antimafia del Molise, vorrei tornare sull’argomento. Franco Roberti ha detto, senza mezzi termini, che la mafia ormai si è infiltrata in tutti i gangli vitali dello Stato italiano.

Tutte le amministrazioni pubbliche, da nord a sud, non sono immuni dal rischio d’infiltrazione. La ’ndrangheta ormai è presente in tutta la penisola e la gran parte dei Comuni è alla mercé delle mafie. Tutto ciò che è pubblico, dagli appalti, ai bandi, alle sovvenzioni, alle concessioni è in maniera diretta o indiretta condizionato dalla criminalità organizzata. Le mafie ormai hanno legami stretti con le massonerie, con i servizi segreti, con la politica nazionale e locale.

In conferenza stampa con i giornalisti, il procuratore Roberti ha affermato che non c’è più nessun territorio in Italia che non sia infiltrato dalle mafie. Ha parlato anche di territori ad alto rischio quali la Puglia e le regioni a essa limitrofe (quali ad esempio il Molise).

Se così fosse, e non ho ragione di mettere in dubbio le parole del Procuratore Nazionale Antimafia, questo significa solo una cosa: la resa incondizionata dello Stato.

Come mai c’è questa sconfitta?

In primis perché non sono mai stati adottati gli strumenti necessari per far fronte a questa emergenza e ritengo che non si vogliano neanche adottare. Mancano le persone, gli apparati, le leggi, sembra quasi che tutti si siano rassegnati a convivere con la malattia e pur sapendo che potremmo sconfiggerla ci lasciamo morire abbandonandoci alla stessa. A questo punto non riesco più a comprendere se questo stato di cose stia bene anche a tanti italiani.

Di una cosa però sono certo: a me non sta per niente bene! Di questa situazione a dir poco catastrofica, la cosa che più mi meraviglia e che se n’è parlato poco o nulla. I giornalisti che parlano di questi temi ormai si contano sulle dita delle mani e far pubblicare notizie di questa tipologia nei giornali italiani diventa un’impresa titanica.

La forza delle mafie nel frattempo aumenta soprattutto dove lo Stato non è presente. Più aumenta il disagio sociale, più le mafie acquistano consenso. Mafiosi, criminali, politici, imprenditori e amministratori pubblici in molti casi trovano accordi convenienti per tutti pur di non pestarsi i piedi. F

ar emergere queste collusioni è compito dei cittadini ma soprattutto dei giornalisti liberi che dovrebbero essere uno degli antidoti più potenti per il veleno mafioso.

A proposito di lotta alle mafie, non dimentichiamoci il monito di Paolo Borsellino: «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo».

Allo stesso tempo non bisogna mai dimenticare neanche il fatto che in 58 giorni la mafia ha eliminato i suoi più irriducibili nemici, senza che nessuno si sia opposto, senza che nessuno abbia tentato di evitarlo. È da qui che lo Stato deve ripartire se vuole recuperare la sua credibilità ormai inesorabilmente persa.

Vincenzo Musacchio,  Presidente Osservatorio Regionale Antimafia del Molise

22.8.2017 – Manifesto

 

 

Io preferirei di no

 

È in corso un nuovo sterminio di massa.

Donne, bambini, uomini, intere famiglie costrette a fuggire dalla guerra e dalla fame. Costretti a farlo indebitandosi, subendo violenze e torture nelle carceri libiche, rischiando di annegare, di morire di sete e di ustioni da carburante su barconi fatiscenti.migranti-detenzione
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